Cronaca - Il sindacato insorge contro Valditara: "Procedimento basato solo sui giornali, il Ministero cercava un colpevole politico". Intanto i diari passati al setaccio dalla grafologa forense Marisa Aloia, rivelano l'umiliazione: "Deriso per i motivi economici"
Si è concluso con una sanzione di tre giorni di sospensione dal servizio il procedimento disciplinare a carico della dirigente scolastica dell’Istituto "Pacinotti" di Fondi. La decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito arriva a seguito del tragico suicidio di Paolo Mendico, lo studente che si è tolto la vita lo scorso settembre, proprio alla vigilia dell'inizio delle lezioni.
La notizia ha scatenato l’immediata e durissima reazione della FLC CGIL, che contesta non solo il merito della sanzione, ma l'intero impianto procedurale seguito dall’amministrazione centrale. Secondo Roberta Fanfarillo, responsabile dei dirigenti scolastici per la FLC CGIL, il Ministero avrebbe agito con una fretta sospetta, mossa più dalla necessità di placare l'allarme sociale che dal desiderio di accertare la verità. "Il Ministero ha preferito concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, mentre sono ancora in corso le indagini penali," ha dichiarato Fanfarillo.
Il sindacato sottolinea un'anomalia procedurale: la contestazione degli addebiti sarebbe partita prima ancora dell’inizio dell’indagine ispettiva, suggerendo che il giudizio fosse già stato formulato "per dimostrare di saper punire". L’accusa più pesante rivolta al Ministero riguarda la fragilità delle prove. La FLC CGIL denuncia che la documentazione fornita dall'amministrazione per giustificare la sospensione consista esclusivamente in articoli di stampa pubblicati nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.
Al contrario, alla dirigente sarebbe stato inizialmente negato l'accesso alla relazione ispettiva ufficiale, documento che però sarebbe stato oggetto di "discutibili anticipazioni" sui media. Il Ministero assume come causa certa del suicidio il bullismo mentre la dirigente afferma di aver prodotto evidenze che smentiscono omissioni o mancanze nella gestione delle criticità scolastiche.
Per il sindacato si tratta di un'operazione dal carattere "tutto politico", volta a dare in pasto all'opinione pubblica un responsabile per un dramma che la magistratura non ha ancora finito di chiarire. La dirigente del Pacinotti non intende accettare il provvedimento: è già stato conferito mandato ai legali per impugnare la sanzione davanti al giudice del lavoro e per procedere contro la diffusione di documenti che avrebbero leso la sua immagine professionale e personale.
La FLC CGIL ha confermato che sosterrà la battaglia per difendere l'integrità della preside contro quello che definisce un vero e proprio "processo sommario".
Intanto, mentre sul piano amministrativo si consuma lo scontro tra sindacati e Ministero, l’inchiesta penale sulla morte di Paolo Mendico, si arricchisce di nuovi, drammatici dettagli. Al centro del giallo ci sono ora i diari del ragazzo, analizzati per conto della famiglia dalla nota grafologa forense Marisa Aloia. Dalle pagine scritte da Paolo emerge un profilo di profonda sofferenza e rabbia. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la dottoressa Aloia – già consulente in casi mediatici come il delitto di Novi Ligure – sta effettuando una vera e propria "autopsia psicologica" attraverso la grafia del giovane.
In un passaggio chiave dei diari, Paolo sfoga il suo turbamento per un episodio avvenuto a scuola legato a un debito in matematica. Il ragazzo appariva scosso da una profonda ingiustizia: un suo compagno, indicato come uno dei presunti bulli, sarebbe stato promosso nonostante un rendimento scarso. Il motivo? L'iscrizione al doposcuola privato. "Paolo scrive in maniera frammentaria, si evince uno stato d'animo turbato", spiega la dottoressa Aloia. "Davanti alle sue rimostranze, la professoressa avrebbe obiettato che il doposcuola non costava poi molto. Un’osservazione che ha ferito Paolo, impossibilitato a frequentarlo per ragioni economiche, facendolo sentire umiliato e accusato davanti a tutta la classe".
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