Politica - Mattinata di tensione e telefoni roventi in Comune. Il primo cittadino ostenta una calma insolita mentre attende il passo indietro del candidato segretario. E i suoi fedelissimi, mettono in guardia l'aspirante segretario: "Se non lo fa, i problemi saranno suoi". Maggioranza blindato e sindaco pronto a tutto. Anche all'ipotesi più clamorosa
Il clima nei corridoi del Comune di Cassino, questa mattina, è quello delle grandi attese cariche di tensione. Il sindaco Enzo Salera appare insolitamente sereno, quasi distaccato, mentre si divide tra l’ordinaria amministrazione e la conferenza del CAI. Ma è una calma apparente: il suo telefono è rovente e il messaggio che filtra dalle stanze del potere cittadino è un ultimatum senza sconti.
"Aspettiamo, arriverà", taglia corto Salera con chi gli chiede notizie sul terremoto che sta scuotendo il Partito Democratico provinciale. Cosa, deve arrivare? L’oggetto del desiderio, o meglio, la condizione per non far saltare il tavolo, è il comunicato ufficiale di Achille Migliorelli. I sindaci ribelli e l’area che fa capo a Salera pretendono una retromarcia pubblica: Migliorelli deve smentire l’accordo sottoscritto con Luca Di Stefano.
Il paradosso politico è evidente: come può Migliorelli rinnegare un’intesa confermata solo 48 ore fa e 'benedetta' dai vertici regionali e provinciali del Partito, compresi quelli di Area Dem, 'corrente' a cui appartiene anche il sindaco Salera? Dagli ambienti vicini al sindaco di Cassino la risposta è gelida: "Questi sono problemi suoi. Se non lo fa, i problemi saranno peggiori". La diplomazia è al lavoro su più fronti: Danilo Grossi tesse la tela con l’area Schlein, mentre Salera mantiene alta la pressione su tutti i protagonisti della vicenda.
Il ragionamento che muove la corazzata saleriana non è legato a poltrone personali, ma alla dignità del simbolo. "Salera non vuole benefici per sé", spiegano i suoi fedelissimi, "ma è inaccettabile un accordo dove il PD garantisce sostegno e ricandidatura a Luca Di Stefano, che non è nemmeno iscritto al partito". La domanda che circola con insistenza tra i corridoi del Municipio è una sola: è possibile che il Partito Democratico non abbia figure interne spendibili e debba appaltare il proprio futuro a una figura esterna?
Mentre attende la mossa di Migliorelli, Salera serra i ranghi della sua maggioranza a Cassino. Ma la compattezza non è totale. Il veto imposto dal sindaco sulla possibilità di candidarsi alle Provinciali con questo PD non è andato giù a tutti. Il silenzio più rumoroso è quello di Barbara Di Rollo, che non avrebbe gradito la linea dura che le preclude la corsa a Palazzo Iacobucci.
Se il comunicato di smentita non dovesse arrivare nelle prossime ore, la rottura sarà definitiva. Salera avrebbe addirittura ventilato l’ipotesi delle dimissioni in assenza di un chiarimento politico radicale. E il famoso "Piano B"? "Ci stiamo lavorando", si limita a dire il sindaco con un sorriso enigmatico ma al tempo stesso compiaciuto. Come se, fosse certo, che nelle prossime ore la situazione evolverà. E non a suo sfavore.