San Vittore, bufera sull’antenna 5G: cittadini in piazza e scontro sul presunto conflitto d'interessi

Cassinate - La protesta dei residenti contro l'impianto in Via Ristello su un terreno partecipato dalla sindaca Bucci. L'opposizione annuncia ricorsi legali, mentre la prima cittadina si difende: “Iter tecnico legato al PNRR, nessuna interferenza da parte mia”.

San Vittore, bufera sull’antenna 5G: cittadini in piazza e scontro sul presunto conflitto d'interessi
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 23-12-2025 09:49 - Tempo di lettura 2 minuti

Non solo i timori per l’impatto ambientale. C’è di più, molto di più dietro la protesta che l’altra mattina ha portato in piazza diversi cittadini di San Vittore del Lazio per dire un fermo e deciso ‘No’ all’antenna di telefonia mobile, i cui lavori sono partiti lo scorso 10 dicembre. A pesare come un macigno è anche e soprattutto la questione morale. Il motivo? Un presunto conflitto d’interessi. Ovvero? La una nuova antenna di telefonia mobile sorgerà in Via Ristello, in prossimità di case, una chiesa e una scuola e il terreno su cui sorgerà l'impianto, identificato al Foglio 9, mappale 569, risulta essere di proprietà di una società di cui la sindaca in carica, Nadia Bucci, detiene il 35% delle quote societarie.

La manifestazione che si è svolta l’altra mattina, promossa dai consiglieri comunali di minoranza ha visto la partecipazione di numerosi residenti, del circolo locale del Partito Democratico e del consigliere di opposizione Eugenio Iannetta, tutti uniti nel contestare l'inopportunità di realizzare l'impianto su quel terreno.” Qualora l'antenna fosse stata installata su un terreno comunale, i relativi proventi avrebbero potuto rimpinguare le casse dell'ente pubblico a beneficio dell'intera collettività anziché generare un profitto privato per i familiari degli amministratori” hanno spiegato più o meno all’unisono i manifestanti.

Davanti a quello che viene percepito come un muro di gomma istituzionale, la mobilitazione popolare ha deciso di passare alle vie legali. Tre residenti della zona hanno annunciato di aver già conferito mandato a un avvocato napoletano esperto in controversie contro l'elettrosmog e le infrastrutture di comunicazione. Diversi cittadini hanno firmato i documenti necessari per presentare un ricorso formale volto a bloccare i lavori, iniziativa che riceverà il pieno sostegno politico e tecnico di tutta l'opposizione consiliare, decisa a portare la battaglia fino in fondo per tutelare i diritti della cittadinanza. 

Nel corso della manifestazione è stato infatti comunicato che si procederà facendo richiesta di accesso agli atti e chiedendo un consiglio comunale straordinario aperto a tutta la cittadinanza per chiedere al sindaco Bucci di far luce in maniera definitiva sulla questione.
In attesa che l’assise venga richiesta e convocata, il primo cittadino rompe il silenzio sulla vicenda e lo fa con una nota ufficiale nella quale spiega che ogni suo comportamento “è stato e continua ad essere improntato al rispetto delle norme e all’assoluta distinzione tra incarichi pubblici e posizioni private.Sono mortificata per il fatto che questo possa essere inteso come una mancanza nei confronti dei cittadini o peggio ancora come un affronto”

Entrando poi nel merito della questione, la sindaca Nadia Bucci argomenta: “All’interno di tale società detengo una quota pari al 35% e non ricopro, né ho mai ricoperto, alcun ruolo gestionale, decisionale o amministrativo. Non sono amministratrice unica né ho mai esercitato poteri di rappresentanza o indirizzo. L’individuazione è stata frutto di un processo tecnico, normato e tracciabile, previsto da normative nazionali, legato al PNRR.e il procedimento per l’installazione dell’antenna è stato attivato e promosso dalla società Inwit Spa e non dalla società di cui faccio parte, pertanto, qualsiasi insinuazione che voglia far intendere conflitti di interesse è infondata e pretestuosa. E proprio per evitare questo tipo di speculazione politica, non ho mai preso parte al procedimento”.

Bucci, infine rivela: “Quando la maggioranza ne è stata informata, i membri della stessa hanno palesato la loro contrarietà e di fatto, esercitando anche in questo caso il loro ruolo in maniera del tutto libera ed imparziale, sono state presentate osservazioni e si facevano promotori per l’individuazione di siti comunali alternativi al sito privato, vista anche la nota della società di cui faccio parte con la quale si dichiarava disponibile a fare un passo indietro a vantaggio dell’Ente.Purtroppo, come già chiarito - conclude la sindaca - non vi erano altri siti compatibili con il Piano Pnrr 5G, per cui la società Inwit Spa proseguiva l’iter precedentemente attivato”.





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