Automotive, svolta UE: freno a mano sulla transizione ecologica. Il plauso della Fim-Cisl

Economia - Uliano e Boschini: "Bene lo stop al bando dei motori termici, ma non basta". Da Cassino Unindustria rilancia: "Difendere la manifattura con infrastrutture e nuove competenze". Intanto l’albero spoglio davanti allo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano riflette la crisi del territorio. Per gli operai un anno da dimenticare, l'ennesimo.

Automotive, svolta UE: freno a mano sulla transizione ecologica. Il plauso della Fim-Cisl
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 17-12-2025 18:14 - Tempo di lettura 3 minuti

Le luci sono accese, ma non brillano. Quest’anno l’albero di Natale comparso davanti ai cancelli dello stabilimento Stellantis di Cassino appare più spoglio che mai, quasi a voler riflettere visivamente il clima di incertezza e preoccupazione che si respira tra le tute blu all’interno della fabbrica. È un’immagine malinconica che fa da sfondo a una partita decisiva che si gioca tra i tavoli di Bruxelles e i palazzi della politica nazionale.

In questo scenario di freddezza industriale, arriva però una prima notizia di apertura. La decisione dell’Unione Europea di rivedere lo stop ai motori termici previsto per il 2035, accogliendo il principio della neutralità tecnologica, segna un punto a favore delle richieste sindacali. La FIM CISL, attraverso il Segretario generale Ferdinando Uliano e il Coordinatore nazionale Stefano Boschini, definisce la scelta «un primo passo, seppur tardivo», che recepisce le istanze portate dai lavoratori metalmeccanici nelle piazze europee.La nuova proposta consente di mantenere motorizzazioni ibride e alimentate da biofuel, riducendo le emissioni di CO2 allo scarico del 90% anziché del 100%.

«La proposta originaria presentava grosse carenze sul piano della sostenibilità sociale», spiegano i vertici FIM, sottolineando come la flessibilità su sanzioni e veicoli commerciali possa finalmente ridurre lo svantaggio competitivo rispetto all’aggressiva concorrenza cinese.Il nodo del Cassinate: oltre la crisi di StellantisSe l’albero spoglio di Cassino è il simbolo di una sofferenza immediata, le soluzioni devono guardare al lungo periodo. Secondo Vittorio Celletti, Presidente di Unindustria Cassino, è fondamentale difendere il cuore manifatturiero del territorio cercando però una diversificazione verso settori emergenti come la nautica, il marmo di Coreno Ausonio e la green economy.«Dobbiamo lavorare insieme per sostenere il nostro territorio», dichiara Celletti, chiamando a raccolta sindaci, università e politica.

Per Unindustria, il rilancio passa da azioni concrete. Logistica: trasformare il porto di Gaeta in un gateway continentale integrato; semplificazione: sfruttare la Zona Logistica Semplificata (ZLS) per attirare investimenti.Infrastrutture: un piano serio da parte del Consorzio Industriale su depurazione e collegamenti.

Nonostante l’apertura dell’UE sui motori endotermici, la FIM CISL avverte che la flessibilità normativa non basta se non è accompagnata da forti investimenti pubblici. È necessario recuperare il ritardo tecnologico accumulato negli ultimi anni per evitare che lo stabilimento di Cassino e il suo indotto restino ai margini della transizione.La sfida è quella di trasformare quel "Natale spoglio" davanti ai cancelli in un’opportunità di rinnovamento.

La proposta UE, che incentiva anche la produzione di mini-car elettriche accessibili e l'uso di acciaio a basse emissioni, potrebbe offrire nuovi sbocchi produttivi, a patto che il sistema Paese sostenga con fondi specifici la tenuta occupazionale e lo sviluppo di nuove competenze umane.





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