Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: chiusa definitivamente la vicenda Cogei

Politica - Con la sentenza del 9 settembre, i giudici della VII Sezione confermano la correttezza dell’operato dell’amministrazione di Cassino e respingono il ricorso della società del gruppo Di Meo. Fine di una controversia iniziata nel 2014, con il Comune che evita un risarcimento da oltre due milioni di euro

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: chiusa definitivamente la vicenda Cogei
di autore Luca Pallini - Pubblicato: 21-10-2025 13:29 - Tempo di lettura 3 minuti

Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine a una lunga e complessa vicenda amministrativa che per oltre dieci anni ha contrapposto il Comune di Cassino alla Cogei S.r.l. del gruppo Di Meo. Con la sentenza del 9 settembre scorso, i magistrati della VII Sezione – Claudio Contessa (Presidente), Massimiliano Noccelli e Marco Morgantini (Consiglieri) – hanno confermato la decisione del Tar, rigettando l’appello della società e condannandola alla refusione delle spese processuali in favore del Comune, quantificate in tremila euro più accessori di legge.

La decisione del Consiglio di Stato segue quella, sempre collegata alla stessa vicenda, della Corte d’Appello del 24 giugno 2025, che aveva già respinto il ricorso della Cogei contro la sentenza n. 1295 del Tribunale di Cassino, pronunciata dal giudice Michela Grillo. In quella sede la società aveva chiesto un risarcimento di oltre due milioni di euro (2.009.488,56 per la precisione), sostenendo di aver subito danni per una presunta cattiva gestione amministrativa del Comune.

“Possiamo tirare un sospiro di sollievo – aveva commentato il sindaco Enzo Salera –. Se la sentenza di primo grado fosse stata capovolta, stante l’esosità della richiesta, la cassa comunale sarebbe stata sconvolta. Ma eravamo fiduciosi, perché in quella complessa vicenda urbanistica ci siamo mossi nel rispetto delle norme, con responsabilità e trasparenza. I giudici ci hanno dato ragione”.

Ora quel “sospiro di sollievo” trova conferma anche nella sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che sancisce la legittimità delle scelte adottate dal Comune e chiude definitivamente una controversia iniziata nel 2014, ai tempi dell’amministrazione guidata da Peppino Petrarcone con Mario Costa assessore all’Urbanistica.

A difendere l’ente comunale è stato l’avvocato Alessandro Longo, mentre per la Cogei ha agito l’avvocato Alfredo Zaza D’Aulisio.

Il contenzioso riguardava una variante urbanistica con cambio di destinazione d’uso per la realizzazione di parcheggi in via Arno. Il punto critico era la loro collocazione: la Cogei intendeva posizionarli in un’area diversa da quella inizialmente prevista, ma il Consiglio di Stato aveva già stabilito che i parcheggi pubblici dovessero essere realizzati all’interno del perimetro dell’isolato “A” della variante, non all’esterno.

Dopo l’annullamento di un primo permesso a costruire, il Comune ne rilasciò uno nuovo in coerenza con le prescrizioni dettate dal massimo organo amministrativo.

Nella sentenza più recente si legge chiaramente: “Ha ragione, infine, il primo giudice ad evidenziare che, una volta accertata la sussistenza dei presupposti per il rilascio del titolo edilizio, l’Amministrazione, nell’esercizio di una attività del tutto vincolata, ha correttamente condizionato il rilascio del permesso di costruire al pagamento della sanzione pecuniaria, in quanto l’arretramento dei parcheggi all’interno del perimetro della variante e dell’isolato ‘A’ ha determinato la violazione dei distacchi”.

Il Consiglio di Stato ha quindi respinto integralmente il ricorso della Cogei, confermando la legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale e ponendo fine, una volta per tutte, a una vicenda lunga oltre dieci anni.

Una conclusione che rappresenta non solo una vittoria giudiziaria per il Comune di Cassino, ma anche una garanzia di tutela delle finanze pubbliche e della correttezza amministrativa.

L.P.





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