Suicida a 14 anni, a scuola di Paolo arrivano gli ispettori ministeriali

Cronaca - Durante il sopralluogo, durato circa quattro ore, erano presenti i genitori, le sorelle e il fratello del ragazzo. La famiglia ha raccontato agli ispettori anni di presunti atti di bullismo, iniziati già alle elementari e proseguiti fino al liceo. Intanto la Procura di Cassino ha attivato un coordinamento con la Procura della Repubblica per i Minorenni di Roma

Suicida a 14 anni, a scuola di Paolo arrivano gli ispettori ministeriali
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 17-09-2025 15:27 - Tempo di lettura 2 minuti

In merito alla tragica morte di Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita a Santi Cosma e Damiano, la Procura della Repubblica di Cassino ha aperto un'indagine per istigazione o aiuto al suicidio. Nel frattempo, gli ispettori ministeriali hanno effettuato un sopralluogo presso la scuola del ragazzo, l'Itis "Pacinotti".

Le indagini, volte ad accertare eventuali responsabilità penali, dirette dall'ufficio del Procuratore, vedono coinvolti i Carabinieri del Reparto Operativo di Latina che stanno procedendo a sequestri di apparecchiature e all'assunzione di informazioni da persone a conoscenza dei fatti.

Parallelamente all'indagine giudiziaria, anche il Ministero dell'Istruzione si è attivato, inviando degli ispettori nella scuola che Paolo frequentava.

Durante il sopralluogo, durato circa quattro ore, erano presenti i genitori, le sorelle e il fratello del ragazzo. La famiglia ha raccontato agli ispettori anni di presunti atti di bullismo, iniziati già alle elementari e proseguiti fino al liceo. Il padre del giovane, Giuseppe, ha consegnato agli ispettori dei quaderni con insulti scarabocchiati da altri studenti.

Il padre ha riferito che la vicepreside della scuola era a conoscenza dei fatti e che aveva invitato Paolo a recarsi da lei ogni volta che accadeva qualcosa, ma non sarebbero mai stati presi provvedimenti concreti, se non minacce di sospensione. I genitori hanno anche ricordato un episodio in cui il padre di un bullo si era scontrato con loro su WhatsApp.

La Procura ha attivato un coordinamento con la Procura della Repubblica per i Minorenni di Roma.





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