I guai giudiziari di Quadrini e la democrazia in crisi: la politica ha un costo, basta populismo

Opinioni - Senza entrare nel merito dell’inchiesta e delle conseguenze che potranno esserci, rimane sullo sfondo il problema di una politica incapace di porre rimedi a leggi distorsive: nella Prima Repubblica c’era il finanziamento pubblico dei partiti, c'erano dei dipendenti e dei volontari. Adesso c’è il vuoto ed in onore del populismo più becero continuiamo a far finta che i costi della democrazia non esistano

I guai giudiziari di Quadrini e la democrazia in crisi: la politica ha un costo, basta populismo
di autore Lello Valente - Pubblicato: 28-08-2025 17:35 - Tempo di lettura 3 minuti

I guai giudiziari del Presidente del Consiglio provinciale Gianluca Quadrini, inducono ad una riflessione alla quale la classe politica non può sottrarsi. La questione pone seri interrogativi ai quali bisogna dare una risposta e non continuare a trincerarsi dietro un populismo di facciata che ha prodotto sino ad oggi solo disastri e danni alla democrazia.

Il primo problema da affrontare e risolvere è il costo delle democrazia, quindi della politica. Nella Prima Repubblica c’era il finanziamento pubblico dei partiti, esistevano le strutture dei Partiti, esistevano dei dipendenti e dei volontari. Adesso c’è il vuoto ed in onore del populismo più becero continuiamo a far finta che i costi della democrazia non esistano. E’ arrivato Silvio Berlusconi e con le sue notevoli disponibilità ha fatto fronte ai costi della politica. Ma significava relegare la politica solo a chi avesse tante disponibilità, allora si è introdotto un limite rigoroso per i finanziamenti dei privati verso i Partiti, giusto e sacrosanto ma i costi restano. Una soluzione va trovata al più presto perché Quadrini è figlio anche di questa assurda situazione.

Il secondo problema riguarda l’utilizzo distorto di risorse pubbliche. Anche in questo caso si aprono scenari infiniti nei quali la politica ha fatto o dovuto fare ricorso ad utilizzo di risorse pubbliche. Un sindaco che si prepara alla campagna elettorale che utilizza il telefono del Comune o la macchina del Comune o gli uffici del Comune non fa un uso improprio di risorse pubbliche? Un assessore regionale che gira il collegio con l’auto di servizio non fa uso di risorse pubbliche in modo improprio? Un senatore della Repubblica che utilizza il personale della scorta per spingere i carrelli all’Ikea non fa uso improprio di risorse pubbliche? Un Presidente del Consiglio che utilizza l’aereo di Stato per andare a sciare o per andare a vedere la gara di Formula Uno non fa lo stesso utilizzo improprio di risorse pubbliche ? Lasciare irrisolti questi quesiti significa mettersi nelle mani della Magistratura che non può far finta che il problema non esista.

Il terzo problema riguarda lo sperpero di risorse pubbliche. E qui si apre uno scenario  infinito di sperperi senza che mai nessuno ne abbia pagato le conseguenze. L’elenco di opere pubbliche inutili, mai terminate è lungo, soldi spesi per il nulla. Per non andare troppo lontani e solo a Cassino soldi sperperati senza che mai nessuno si sia interessato a tali sperperi: piste ciclabili sparite nel nulla, la colonia solare finanziata non so quante volte, la piscina comunale mai finita, e potrei ancora continuare. Qual è il limite di punibilità per lo sperpero di risorse pubbliche ? Serve a lavare la coscienza poter continuare con questi sperperi ma con le carte a posto?

Senza entrare nel merito dell’inchiesta e senza entrare anche nel merito politico delle conseguenze che potranno esserci, rimane sullo sfondo il problema di una politica incapace di porre rimedi a Leggi distorsive della democrazia, continuare a non riconoscere che la democrazia abbia un costo  e che deve essere lo Stato a sopportare questo costo, si fa solo  demagogia e populismo.

Si ritorni al finanziamento pubblico dei partiti con disposizioni rigorose e con soldi finalizzati al ripristino delle sezioni di partito, almeno nei centri superiori ai 15 mila abitanti, con un dipendente per ogni Regione che deve controllare il rispetto dello Statuto e la regolarità interna di ogni Partito. Bisogna restituire alla nostra democrazia una struttura seria e credibile nella quale i cittadini possano partecipare ed essere coinvolti.





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