Un faro di dignità e speranza: la lettera di una figlia all'Hospice del San Raffaele

Attualità - Una famiglia ringrazia il reparto che ha accompagnato il padre malato di glioblastoma, garantendo amore e dignità fino all'ultimo istante

Un faro di dignità e speranza: la lettera di una figlia all'Hospice del San Raffaele
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 22-08-2025 15:17 - Tempo di lettura 2 minuti

"Quando non c'è più niente da fare, c'è ancora molto da fare." Con questa frase la mia famiglia è stata accolta in un momento di grande dolore dall'IRCCS San Raffaele di Cassino. E con questa stessa convinzione, che il mio cuore desidera ringraziare l'intera struttura, in particolare il reparto di Hospice, per la professionalità e l'umanità dimostrate.

Mio padre, affetto da un glioblastoma, ha lottato per circa un anno contro una malattia devastante. In questo periodo, l'intero ospedale lo ha seguito con dedizione. Inizialmente, dopo un intervento chirurgico, si è concentrato sulla riabilitazione fisioterapica. Successivamente, in una fase di stallo della malattia, l'assistenza domiciliare non ci ha mai lasciati soli, garantendo un supporto costante.

Grazie a questa struttura, mio padre ha anche partecipato a uno studio di ricerca scientifica. La mia speranza più grande è che questo possa contribuire a trovare nuove cure e aiutare in futuro tante altre persone che si trovano ad affrontare questa stessa patologia.

Negli ultimi mesi della sua vita, siamo diventati pazienti del reparto Hospice. È diventato il nostro vero e unico punto di riferimento. Il personale ci ha supportato prima a casa e poi ci ha accolto nella struttura, offrendoci il tempo prezioso per salutare mio padre e per vivere un fine vita pieno di dignità e amore.

Con questo articolo, desidero ringraziare di cuore tutti: a partire dalla direzione, sempre disponibile, ai responsabili dell'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e, infine, al reparto Hospice, dal primario alla coordinatrice e a tutto il personale infermieristico. La loro grande professionalità e umanità si è spinta ben oltre i ruoli medici, calandosi in un'assistenza profondamente umana e psicologica che ha supportato l'intera famiglia. A tutti voi, il mio grazie più profondo.





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