Cassino, incendio in via Zamosch: famiglie senza casa e nervi tesi in Municipio

Cronaca - L'incontro in sala Restagno degenera in un acceso scontro verbale. I residenti: "Non andiamo ai servizi sociali, il Comune stanzi fondi ad hoc". Salera promette: "Basta chiedere nessuno sarà lasciato solo". Tra rabbia degli sfollati e rassicurazioni dell'amministrazione si cercano alloggi temporanei

Cassino, incendio in via Zamosch: famiglie senza casa e nervi tesi in Municipio
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 26-07-2025 08:33 - Tempo di lettura 3 minuti

Rabbia e frustrazione. Questi i sentimenti che hanno animato l'acceso incontro di ieri pomeriggio in Municipio tra il sindaco Enzo Salera e le 16 famiglie rimaste senza casa dopo il devastante incendio che martedì ha distrutto un'officina e danneggiato gravemente il palazzo di via Zamosch. Le famiglie, ancora provate e in preda alla rabbia, non hanno risparmiato critiche al primo cittadino, dando vita a un duro scontro verbale, Presenti all'incontro anche il vice sindaco Gino Ranaldi, l'amministratore di condominio dott. Ciorra, i consiglieri comunali Andrea Vizzaccaro, Edilio Terranova e Riccardo Consales e il parroco del quartiere don Giovanni.

Il cuore del dibattito è stato il drammatico problema degli alloggi. Un inquilino ha espresso tutta la sua rabbia con parole forti: "Sono tre giorni che dormo nel mio furgone, ho bisogno di un alloggio e dal Comune nessuno si è interessato alla nostra sorte". A fargli eco, un altro condomino ha rincarato la dose, accusando il Comune di superficialità: "Questa è una delle cose più gravi che accadono dal dopoguerra e voi in Municipio trattate la questione come fosse normale amministrazione". Anche giovani coppie, costrette a dormire in B&B, hanno chiesto a gran voce un'abitazione temporanea.

Il sindaco Salera ha cercato di placare gli animi, provando a fare da mediatore. "Adesso fare polemica non serve a nulla, sicuramente non aiuta a risolvere il problema, ci state aggredendo come se fossimo stati noi a causare l'incendio", ha replicato il primo cittadino, aggiungendo: "Io sono giunto subito sul posto e in questi giorni ci siamo sempre interfacciati con le autorità competenti. Chi ha bisogno di alloggio o di aiuti basta che fa richiesta ai servizi sociali del Comune e sarà aiutato".

La risposta, tuttavia, non è bastata a rasserenare le famiglie, che sono tornate a farsi sentire. "Abbiamo una dignità, prima di tutto, non andiamo ai servizi sociali, è il Comune che deve stanziare fondi ad hoc". A intervenire per stemperare la tensione è stato l'amministratore di condominio, che ha spiegato che verranno inviate apposite PEC per formalizzare le richieste di alloggio.

Durante l'incontro è emersa anche la questione della salubrità dell'aria. Un condomino ha sollevato il problema, ricordando che l'Università ha chiuso i locali della biblioteca adiacente al palazzo e chiedendo se non fosse opportuno emettere delle ordinanze specifiche. Il sindaco ha promesso un'azione immediata: "Solleciteremo l'Arpa e, se necessario, faremo le ordinanze" la pronta risposta del primo cittadino.

Ma la frustrazione dei condomini non è stata facile da placare. La rabbia delle famiglie si è rivolta anche al titolare dell'officina andata a fuoco, accusato di essere sparito senza cercare un dialogo con i residenti. "Poteva quantomeno avvicinarci dopo l'accaduto per avere un confronto e capire cosa è successo", hanno detto i condomini.

Intanto, i tempi per un eventuale rientro a casa restano molto lunghi e incerti. Il professor Fabio Torrice, tecnico nominato dall'amministratore di condominio, ha effettuato un primo sopralluogo esterno. Ora, il dott. Ciorra sta preparando un'istanza al giudice per ottenere l'autorizzazione a far entrare il professor Torrice all'interno dell'edificio per una valutazione più approfondita. Saranno poi necessari ulteriori sopralluoghi da parte di tecnici specializzati, che con strumenti come i georadar verificheranno lo stato delle fondamenta e della struttura portante. 

L'emergenza è destinata a durare a lungo ragion per cui l’esigenza degli alloggi è concreta e reale. Dopo la riunione di ieri adesso parte l’iter delle richieste degli alloggi, al netto delle polemiche e della rabbia, il Comune con il primo cittadino ha promesso che nessuno verrà lasciato indietro.





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