Aumentano infortuni e morti sul lavoro: un bollettino di guerra quotidiano

Cronaca - In Ciociaria nel 2024 sono stati 11 i decessi, due in più rispetto all'anno precedente: 2.339 gli incidenti, nel 2023 il dato era fermo a 2028. Anita Tarquini della Uil: "Bisogna introdurre il reato di omicidio sul lavoro e una procura speciale per queste tipologie di reato"

Aumentano infortuni e morti sul lavoro: un bollettino di guerra quotidiano
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 07-06-2025 13:35 - Tempo di lettura 3 minuti

Un bollettino di guerra quotidiano: così si presenta la situazione della sicurezza sul lavoro in Ciociaria. L'analisi congiunta di Uil Lazio ed Eures svela una realtà allarmante, fatta di infortuni che aumentano, malattie professionali che non sono più casi isolati, ma una tendenza in preoccupante crescita. I dati del 2024 e dei primi mesi del 2025 non lasciano spazio a interpretazioni: la sicurezza nei luoghi di lavoro in provincia di Frosinone non è solo una priorità, ma un'emergenza che sta mietendo vittime e spezzando vite.

A snocciolare le cifre è la segretaria generale della Uil Anita Tarquini. La fotografia è impietosa: più di duemila infortuni sul lavoro - 2.339, per la precisione - nel 2024, un dato in crescita se confrontato con l'anno precedente quando il totale delle denunce si era fermato a 2028. Undici morti sul lavoro, due in più rispetto al 2023.

E i primi tre mesi dell'anno in corso registrano numeri ancora in crescita: 557 gli infortuni (500 nel trimestre 2024), due quelli con esito mortale sia nel primo trimestre 2025, che in quello del 2024. Non solo: 1.622 le malattie professionali riconosciute lo scorso anno. La qualità della salute e sicurezza sul lavoro in Ciociaria che emerge dal dossier della Uil del Lazio e dell'Istituto di ricerca Eures, realizzato in occasione della tappa romana della Carovana Uil, non è rassicurante.

La Ciociaria colleziona poi un altro primato negativo nel campo delle malattie professionali ed una preoccupante dinamica di crescita. Se lo scorso anno le denunce arrivate all'Inail sono state 1622, nel 2023 erano state 1278: nel 2019, ovvero pre Covid, erano 797. Se la distribuzione percentuale delle denunce di malattie professionali ha visto al primo posto la provincia Capitolina (37,3%), seguita da Frosinone (26%) e Latina (18,2%), considerando le denunce ogni mille occupati è ancora una volta la provincia di Frosinone a presentare il rischio più alto: in Ciociaria si contano infatti 9,3 denunce, un valore pari a quasi quattro volte quello medio regionale (2,5).

"I numeri del dossier - dice Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone - confermano l'urgente necessità di interventi concreti per proteggere e tutelare lavoratrici e lavoratori dai tanti rischi quotidiani sul lavoro". Pericoli che emergono nella loro drammaticità quando il dossier - superando il criterio quantitativo del dato - elabora l'indice di rischio dell'infortunio mortale (morti ogni 100mila occupati). Da questa prospettiva la provincia di Frosinone (con 6,3 infortuni mortali ogni 100mila lavoratori, a fronte di 4,4 nel Lazio) è quella che registra l'indice più elevato.

La segretaria della Uil arriva a parlare di un 'caso Lazio' rilevando come nell'area a sud di Roma, che copre il territorio ciociaro e quello pontino, c'è un incremento di casi tali da rendere sempre più insicuro il lavoro per le persone. Tarquini spiega quindi che oggi più che mai è necessario investire sulla formazione, sulla prevenzione, sul personale ispettivo ed è necessaria "l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro e una procura speciale per queste tipologie di reato".





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