Attualità - La consigliera comunale di Cassino, afferente al Partito Democratico, è intervenuta in merito alla tragica scomparsa della quattordicenne Martina Carbonaro, uccisa dall'ex fidanzato. Per l'esponente Dem le proposte normative del Governo Meloni sono propagandistiche e inadeguate ad affrontare adeguatamente la questione
Un caso di cronaca che ha riacceso il dibattito nazionale sull'emergenza legata alla violenza di genere. L'omicidio della quattordicenne Martina Carbonaro compiuto dall'ex fidanzato Alessio Tucci rappresenta l'ennesimo caso di femminicidio di questo 2025. Sul tema è intervenuta Sarah Grieco, consigliera comunale del Partito democratico a Cassino.
"L'ultimo femminicidio di Afragola - dichiara Grieco - ci scuote tutte nel profondo, probabilmente per la giovane età di Martina. Non si può morire così, lapidata in un capannone, a 14 anni".
"Tuttavia - prosegue l'esponente Dem - il nuovo reato di femminicidio, proposto dal governo, non credo sia la soluzione. Non lo è innanzitutto perché la nostra legge, anche senza una fattispecie autonoma di femminicidio, grazie alle modifiche normative intervenute negli ultimi anni, prevede già, almeno sul piano sanzionatorio, la pena dell’ergastolo per l’uccisione di una donna per motivi di genere".
"Non lo è perché, lasciando da parte la scorrettezza normativa sotto il profilo penale - come sottolineato, peraltro, nell'appello di tantissime docenti di diritto e procedura penale, delle nostre università, che hanno chiesto al Governo un ripensamento sul punto - rischia di sottovalutare il piano di intervento più importante. La necessità di avviare una vera riflessione sull’insieme delle pratiche sociali, politiche, pubbliche ed istituzionali che di fatto giustificano o favoriscono la violenza maschile" riflette Grieco.
"Quella penale - prosegue - non è mai la risposta adeguata a fenomeni complessi ma solo una facile scorciatoia per aggirare i problemi e aumentare il consenso elettorale, giocando sulle paure. Il prof.Anastasia, Garante dei detenuti della nostra Regione, lo ha efficacemente definito "populismo penale ". Quello a cui assistiamo anche con il Decreto sicurezza approvato ieri alla camera. Quattordici nuovi reati e varie aggravanti che si scagliano, prevalentemente, contro i più vulnerabili: migranti o donne detenute; che criminalizzano la povertà invece di sostenerla con serie politiche di walfare. Per non parlare della repressione del dissenso".
"Ritornando sul femminicidio, mi auguro davvero che la nostra premier colga l'invito di Elly Shlein a lavorare su una legge comune. Una legge che stanzi fondi sulla formazione e sulla prevenzione, che introduca, finalmente, l'educazione all’affettività nelle scuole; proposta sulla quale, come Democratiche, ci battiamo da tempo. Che insegni ai nostri giovani a saper accettare un "no" come risposta" ha concluso la consigliera comunale di Cassino.
L.P.
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