Opinioni - La tragica scomparsa dello studente dell'Università di Cassino riaccende il dibattito sulla sicurezza e l'uso incontrollato dei mezzi elettrici in città, tra infrazioni, strade dissestate e controlli sporadici
La sacrosanta indignazione per la tragica, e fino ad oggi inspiegabile morte di Charles, il giovane studente dell' università di Cassino deceduto probabilmente a seguito di una rovinosa caduta da un monopattino, rischia di far sparire all' orizzonte il rovescio della medaglia di questa fin troppo grande disgrazia. Il rovescio della medaglia purtroppo, sono i monopattini.
Non c'è studente straniero, ma anche tanti italiani che non sfreccino a tutte le ore del giorno e della notte a bordo di questi mezzi, insicuri, poco visibili e oltre modo invasivi. Questi due ruote corrono dappertutto: sul corso della Repubblica, sulla pista ciclabile che conduce a Folcara, a volte te li ritrovi sulla Cassino-mare. Qualcuno usa il casco, molti non lo usano. Qualche sera fa, un giovane agente di polizia in borghese perché operativo a Roma, ha sorpreso su un monopattino in via San Bartolomeo, una famigliola intera: padre, madre, ed un bimbo di pochi anni in braccio alla madre.
Sul monopattino si, avete letto bene. Non c'è posto o anfratto dove questi due mini ruote non si infilino e a velocità anche sostenuta marciapiedi compresi.I controlli sembrano sporadici, soprattutto inefficaci dato che i centauri in piedi non temono le forze dell'ordine
. Tanto per fare un esempio, qualche settimana fa, precisamente il 17 gennaio scorso,i carabinieri di Cassino verso le 8 del mattino, fermarono due fratelli egiziani a bordo di un monopattino. In due sullo stesso monopattino sia chiaro. I due nord africani non solo protestarono per il controllo ma, aggredirono anche i militari che dovettero chiamare ben altre 4 pattuglie tra carabinieri e poliziotti per riportare i due egiziani a più miti consigli.
A tutto ciò, va aggiunta una situazione delle strade di Cassino che non sono proprio come quelle di Ginevra. Molte, anche centrali, sono dissestate e piene di buche, non proprio il top per l'equilibrio instabile di un monopattino. Però Charles era figlio di tutti, fratello di tutti, ed aveva qualcosa che lo rendeva speciale: amava Cassino e la sua Università.
Proprio per questo, questa città ed i suoi protagonisti principali, gli devono sicuramente giustizia ma, anche una città migliore.
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