"Stellntis, ora c'è bisogno di tutti: no alle accuse a vicenda"

Economia - Il segretario provinciale della federazione di Frosinone e Latina della Fiom-Cgil Donato Gatti si smarca dalle accuse che la Uilm ha fatto al mondo politico: "La fase che stiamo attraversando è molto delicata e quello che sta accadendo oggi non è colpa solo della fusione, paghiamo i ritardi di Marchionne". Il 6 dicembre l'incontro al Ministero: "Ci batteremo per il rilancio del settore e la tutela dell'occupazione"

"Stellntis, ora c'è bisogno di tutti: no alle accuse a vicenda"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 21-11-2023 19:53 - Tempo di lettura 4 minuti

Prima la consulta dei sindaci del Lazio Meridionale convocata dal sindaco di Cassino Enzo Salera, poi la richiesta dei consiglieri della Pisana di opposizione di convocare un consiglio regionale straordinario sul caso Stellantis. Una richiesta in tal senso è giunta anche al presidente della Provincia Luca Di Steno. Per il leader della Uilm Francesco Giangrande "le preoccupazioni della politica sono vane e tardive". Ma non tutti, nel mondo sindacale, sposano questa tesi.

Di diverso avviso è infatti la Fiom-Cgil che con il segretario della federazione provinciale di Frosinone e Latina Donato Gatti spiega che "il momento che stiamo attravresando è molto delicato, ragion per cui c'è bisogno di tutti, non è questo il momento di fare accuse a vicenda". Eppure i metalmeccanici della Cgil non sono stati mai teneri con il mondo politico.

"E' vero - spiega Gatti - spesso abbiamo anche litigato con esponenti del mondo politico locale, ci siamo scontrati e abbiamo detto in tempi non sospetti quello che sarebbe potuto accadere. Oggi potremmo dire 'avevamo ragione noi', ma a cosa serve? A nulla! Bisogna ripercorrere i fatti: noi nel 2011 abbiamo organizzato una grande manifestazione proprio a Cassino".

Gatti rispolvera la memoria: "Erano gli anni di Marchionne e del CCLS, delle intese che noi non abbiamo firmato. Ricordo quando si diceva che gli operai italiani avrebbero avuto stipendi come i colleghi tedeschi, ma negli stessi anni si andava invece riducendo sempre di più l'occupazione e la produzione. Oggi paghiamo i ritardi di Marchionne sull'elettrico, quanto sta accadendo non è imputabile solo alla fusione tra Fca e Psa che ha dato vita a Stellantis".

Prosegue il sindacalista: "Adesso è il momento di guardare avanti.  In Italia è urgente recuperare il ritardo in tema di transizione ecologica e di crescita dei volumi produttivi. La Fiom-Cgil, al 'Tavolo Sviluppo Automotive' in programma per il 6 dicembre, contratterà strumenti concreti per la gestione della transizione, il rilancio del settore e la tutela dell'occupazione. L'incontro che si terrà quel giorno al Ministero è per noi un punto di partenza, non un punto di arrivo".

In che senso? "Nel senso che - argomenta il sindacalista - in Italia ad oggi non c'è una politica industriale. Nel 2024 rischiamo forti ripercussioni sull'indotto dal momento che le fabbriche di secondo e terzo livello hanno fatto investimenti per un piano da 400.000 auto, ma quel piano oggi di fatto non esiste, adesso serve una prospettiva a lungo termine, non qualcosa che ci aiuti un anno o due per poi ricominciare daccapo. Per questo dico che c'è bisogno di tutti: il territorio ha bisogno di essere rilanciato garantendo produzione negli stabilimenti che significa occupazione".

Il leader della Fiom quini si smarca dal collega della Uilm e conclude: "Non dobbiamo dimenticarci di quanto accaduto durante l'era Marchionne, se non si parte da quegli anni non si può affrontare la problematica che stiamo vivendo oggi e per affrontare queste tante criticità c'è bisogno di tutti, nessuno escluso, anche degli esponenti del mondo politico".


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