OPINIONI - Il sindaco Enzo Salera commentando gli episodi che si sono verificati in questi anni a Cassino ha più volte detto che la repressione non basta, serve l'aiuto delle famiglie per regolamentare i ragazzi. Ma non è concepibile che i titolari dei locali vendano alcolici ai minorenni senza controlli

L'ennesima e triste vicenda della ragazzina di Cassino, rinvenuta in condizioni pietose in piazza Labriola a Cassino, per aver ingerito troppo alcool riaccende i riflettori su un problema molto serio che, a questo punto attanaglia la Città Martire: l'acool ai minori. I giovanissimi che sciamano per le vie della città ubriachi fradici già dalle prime ore della sera, o che vomitano nei portoni delle abitazioni private stanno diventando un problema sociale.
A non accorgersi di questo crescente fenomeno, sembrano essere proprio le istituzioni preposte a preservare la salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili ed indifesi, il comune, con le sue strutture, i servizi sociali, la polizia urbana, l'ufficio commercio. Giusto un mese fa l'assessore alla polizia urbana Monica Capitanio, annunciava con toni trionfalistici, di aver trovato la soluzione ai problemi della malamovida, impegnando (ed incentivando) gli agenti della polizia urbana anche nelle ore serali, di dotare i locali nelle zone più sensibili, di personale addetto alla sorveglianza del divertimento e soprattutto, a verificare l'età di coloro che accedono ai cicchetti.

Poi la musica bassa, etc etc: è del tutto evidente che nulla è stato fatto di quanto annunciato. Tutto è rimasto esattamente come era prima, malgrado l'impegno e la buona volontà degli addetti ai lavori in tema di movida. L'episodio di sabato sera, è emblematico nella sua gravità, dimostra infatti quanto ampia sia la differenza tra idea ed azione quando inziano ad esserci interessi economici in gioco, riferito a chi fa impresa ovviamente.
Il sindaco di Cassino Enzo Salera invece, se l'è presa con i genitori: più volte, infatti, commentando gli episodi di malamovida, ha detto che i ragazzi vanno controllati di più, non si è nemmeno sognato di dichiarare che chi vende alcool a bambini di 14 anni è un potenziale criminale e come tale va trattato. No. Sono i genitori che devono badare ai loro figli, magari dotandoli di un GPS intelligente che suona quando entrano in un bar.

Del resto, Salera ha ragione, non si risolve tutto con la repressione (che vorrebbe farla fare ai genitori), anche se in tutta sincerità non si capisce bene a quale repressione si riferisca dal momento che, perlomeno nei fine settimana ognuno fa quello che gli pare. Indisturbatamente.
I cittadini però, oggi hanno un'arma in più: chiedere i danni al comune di residenza. Una recente sentenza della Cassazione infatti, ha condannato ad un risarcimento danni di 50 mila euro, una municipalità in provincia di Brescia per movida molesta. Gli ermellini infatti, hanno sentenziato che, la responsabilità, il controllo, e le eventuali sanzioni da comminare sono di competenza del comune di appartenenza delle strade dove insistono i locali che disturbano. A pena, il risarcimento del danno subìto dai residenti.
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