Il bilancio dell’Egaf e il “no” di Salera

OPINIONI – È il solo ente che è partito a razzo nel Lazio. Degli altri se ne parlerà dopo le Regionali. Normale disparità di trattamento

 di Mario Costa*

Quello che in origine si chiamava Egato, acronimo  di Ente di gestione dell’ambito territoriale dei rifiuti, ma che ora nella provincia ciociara è stato tramutato in Egaf (sta infatti per Egato ambiente Frosinone), ha dunque visto approvato il suo primo bilancio. Il via al documento contabile è stato dato dall’assemblea dei sindaci: 56 voti favorevoli, tre contrari, un astenuto. All’apparenza un plebiscito, ma all’appello non ha risposto oltre una trentina di primi cittadini di questa nostra provincia che ne conta 91. E, a non voler essere superficiali, si rileva il non poco peso del voto di due sindaci di “peso”, vale a dire l’astensione di Riccardo Mastrangeli (Frosinone) e addirittura il voto contrario di Enzo Salera (Cassino).

C’è chi ha voluto leggere nella contrarietà espressa dal sindaco della città martire una ragione politica ed elettorale che l’interessato, però, si è affrettato a respingere subito: “I miei rilievi – ha precisato – sono stati di natura tecnica e tutti riguardanti esclusivamente il bilancio”. Per aggiungere, a scanso di possibili equivoci sempre in agguato, che il suo Comune ha avviato la “tariffa puntuale”, stando alla quale i propri concittadini dovranno pagare in rapporto alla quantità e qualità di rifiuti da essi prodotti. Nel bilancio dell’Egaf,  purtroppo, tracce che portino alla tariffa puntuale non se ne intravedono.

Di “puntuale”, in bella evidenza  nel quadro generale riassuntivo, si vedono bene, invece, i costi per l’apparato e le spese. E che sosti! Il totale complessivo per l’anno in corso è di 1.197.000 (diconsi un milione e centonovantasettemila euro).

Ma sono le cifre di alcune voci di spesa a parlare da sole e a lasciar capire, più di tante parole, quanto c’è da capire. Soprattutto quanto devono capire i contribuenti sui cui gropponi esse graveranno.  

Così 384.000 euro verranno assorbiti dalle spese per le indennità degli amministratori; 150 mila euro da quelle per il direttore generale; 300 mila euro  per il Personale (funzionari ed istruttori tecnici ed amministrativi); 50 mila euro per marketing e comunicazione; 20 mila euro per Privacy e anticorruzione (leggasi incarico a professionisti); 30 mila euro per eventi istituzionali e via cantando.

Il tutto in attesa, tra le altre cose, della “preparazione delle infrastrutture per l’applicazione della tariffazione puntuale per premiare i cittadini che meglio differenziano, facendoli pagare di meno”, per dirla con le parole del presidente Mauro Buschini.  Intanto, nell’attesa, ci si è premurati, anticipando tutto e tutti, di mettere in campo questo Ente che  – per dirla ancora con le parole del presidente – “nei prossimi anni avrà un ruolo centrale nella vita della nostra provincia”. Il solo  che è partito a razzo nel Lazio. Degli altri se ne parlerà dopo le Regionali.

Normale disparità di trattamento.

*Già vice sindaco di Cassino