RUBRICHE - Oggi Francesca Messina ospita la poesia di Marco Grossi di Cassino


La mia scrivania
Come è strano il dipanarsi
Di questa nuova quotidianità
Svolta perlopiù all'interno
Di due numeri civici
Lungo via Sferracavalli
Al 116 metto la scrivania
Tra me e la vita al di fuori
Amo i miei libri, i quadri
Appesi alle pareti e un antico
Calamaio con i suoi pennini
Mi commuove la dedica
Della Signora Laudami
Su un quadro inviatomi da Milano
Tramite un attonito collega
Un encomio del mio professore
Un cavallo di bronzo
Fiero e scalpitante
La statua serpentina
Del ratto delle Sabine
Il legno di una ballerina
Al 58 vivo la mia famiglia
E quello che mi appare
Dalla finestra: Il postino
Il gatto I parrocchetti
Ed il nespolo nel giardino
Se mi viene l'estro allora leggo
O costruisco su poesie
Quando sento che l'anima
Scevra da pesi e padroni
Sbriglia la sua ispirazione
Tutte queste piccole cose
Partecipano ogni istante
Del mio essere libero
Separarsi da tutto quanto
Vorrebbe dire un po' morire.
Marco Grossi (Cassino)