Reno de Medici, i sindacati scrivono al prefetto

ECONOMIA – I segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil chiedono che al tavolo con il commissario Barillaro e la direzione aziendale della cartiera sieda anche la Regione. Ecco perché

Gli oltre 300 operai della cartiera Reno De Medici sono costretti alla cassa integrazione ormai da un mese e, soprattutto, sono molto preoccupati per il futuro: non c’è certezza alcuna su una possibile data di ripartenza, per questo motivo nella giornata di ieri i sindacati si sono rivolti al prefetto di Frosinone Ernesto Liguori per chiedere la convocazione di un tavolo istituzionale.

Riavvolgiamo il nastro: mercoledì scorso il commissario Barillaro ha incontrato le sigle sindacali presso la sede del depuratore. Oltre un’ora di colloquio nel corso del quale l’amministratore giudiziario della AeA, la società che gestiva il depuratore per conto del Consorzio industriale del Lazio, ha spiegato lo stato dell’arte.

Ovvero: i lavori svolti finora all’impianto di depurazione, la situazione trovata, le criticità del depuratore sequestrato nell’ambito dell’inchiesta “Acque Nere” portata avanti dal nucleo investigativo dei carabinieri Forestali di Frosinone e coordinate dal magistrato Emanuele De Franco della Procura di Cassino. Ha dato la sua disponibilità a un nuovo vertice che dovrebbe tenersi a breve insieme alla Reno De Medici e alle sigle sindacali.

Al contempo ha spiegato però ai segretari delle organizzazioni che la cartiera, pur avendo mostrato ampia disponibilità, non ha presentato un cronoprogramma con i lavori da fare. Il commissario ha quindi ribadito che rappresentando lui le istituzioni, ad oggi non può in alcun modo concedere le proroghe previste dagli accordi commerciali o avallare altri tipi di accordo. Cancelli ancora chiusi, dunque, senza una data da cerchiare in calendario, con le buste paga degli operai sempre più decurtate.

I segretari provinciali della Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno quindi inviato una missiva al prefetto e dicono: “Chiediamo che nel prossimo incontro tra noi, il dottor Barillaro e la direzione della Reno de Medici ci sia anche un rappresentante della regione Lazio dal momento che, rilevante nella vertenza è la validità dell’autorizzazione AIA, rilasciata dallo stesso ente”.

“Il carattere di urgenza – dicono – è determinato dalla forte preoccupazione delle scriventi organizzazioni sindacali per il futuro occupazionale di circa 300 lavoratori diretti e indiretti che dal 22 agosto sono stati posti in cassa integrazione, con un’importante decurtazione salariale”.