Reno De Medici, nessuna proroga: i cancelli restano chiusi

ECONOMIA – Il commissario non concede deroghe, per gli operai si prolunga il periodo di cassa integrazione. Pasquale Legnante: “Tra i lavoratori sale la preoccupazione, capiscono che la situazione è seria”

Nessuna deroga alla Reno De Medici per permettere all’azienda di riprendere la produzione in maniera regolare. La situazione si fa sempre più incerta per gli oltre 300 operai diretti e indiretti della cartiera di Villa Santa Lucia che ieri hanno ricevuto l’ennesima brutta notizia. Non può considerarsi una “doccia fredda”, ma l’esito dell’incontro tra i sindacati e il commissario Barillaro è stato più severo del previsto e così, nell’assemblea che si è svolta subito dopo dinanzi i cancelli dello stabilimento, le tute blu hanno palesato tutte le loro preoccupazioni.

Andiamo con ordine: riavvolgiamo il filo a tre giorni fa, lunedì 19 settembre. Doveva essere il giorno della ripresa lavorativa dopo lo stop che dura da ormai quasi un mese per gli operai della cartiera. E’ stato invece il giorno della prima mobilitazione dopo due anni e mezzo in quanto l’azienda la scorsa settimana ha convocato le sigle sindacali con urgenza comunicando che si non potranno applicare quelle deroghe che consentirebbero all’azienda di fare gli investimenti sugli impianti per far sì che poi si possano rispettare le tabelle previste. “Questo – ha commentato il segretario della Fistel Cisl Pasquale Legnante – significa che al primo imprevisto potrebbero dunque scattare nuovamente i sigilli come successo lo scorso 22 agosto”.

Per questo motivo dopo il sit-in di lunedì, il commissario Barillaro ha deciso di incontrare ieri le sigle sindacali. L’incontro si è svolto presso la sede del depuratore, nella zona industriale. Oltre un’ora di colloquio nel corso del quale l’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale della AeA, la società che gestiva il depuratore per conto del Consorzio industriale del Lazio ha spiegato lo stato dell’arte. Ovvero: i lavori svolti finora all’impianto di depurazione, la situazione trovata, le criticità del depuratore sequestrato nell’ambito dell’inchiesta “Acque Nere” portata avanti dal nucleo investigativo dei carabinieri Forestali di Frosinone e coordinate dal magistrato Emanuele De Franco della Procura di Cassino. Ha dato la sua disponibilità a un nuovo vertice che dovrebbe tenersi a breve insieme alla Reno De Medici e alle sigle sindacali.

Al contempo ha spiegato però ai segretari delle organizzazioni che la cartiera, pur avendo mostrato ampia disponibilità, non ha presentato un cronoprogramma con i lavori da fare. Il commissario ha quindi ribadito che rappresentando lui le istituzioni, ad oggi non può in alcun modo concedere le proroghe previste dagli accordi commerciali o avallare altri tipi di accordo.

I sindacati, da parte loro, non hanno potuto far altro, terminato il vertice, di incontrare gli operai al termine della riunione e riferire quanto emerso. Una tempesta perfetta quella che si sta abbattendo sulla cartiera, con i salari dei lavoratori sempre più decurtati dalla cassa integrazione, mentre il caro bollette  non concede tregua.

“Inutile nasconderlo, lo scenario è molto preoccupante – commenta il segretario della Fistel Cisl, Pasquale Legnante – e tra i lavoratori c’è molta preoccupazione. Noi da parte nostra stiamo cercando di fare il possibile per giungere ad una soluzione nel minor tempo possibile senza fare forzature perchè solo con la concertazione riusciamo a portare a casa risultati concreti per gli operai: il muro contro muro in questa fase non porta a nulla”. Adesso si attende quindi il vertice a tre – direzione aziendale, commissario e sindacati – che si terrà verosimilmente la settimana prossima, poi si valuteranno gli scenari che emergeranno. Intanto, i cancelli dell’azienda, continuano a stare chiusi. Impossibile, ad oggi, indicare una possibile data di ripartenza.