“Per l’Italia con Paragone” fa il pieno anche a Cassino

POLITICA – Buona la partecipazione al banchetto elettorale della lista Italexit. L’iniziativa ha visto la presenza del Senatore uscente e ricandidato William De Vecchis, il candidato sull’uninominale alla Camera Cosmo Mammoletta e il candidato sul plurinominale alla Camera Pasquale Velardi. Ecco le priorità programmatiche

Buona la partecipazione al banchetto elettorale della lista Per l’Italia con Paragone – Italexit presente sotto i portici di Cassino nel pomeriggio di domenica scorsa. L’iniziativa ha visto la presenza del Senatore uscente e ricandidato William De Vecchis, il candidato sull’uninominale alla Camera Cosmo Mammoletta e il candidato sul plurinominale alla Camera Pasquale Velardi che hanno avuto modo di confrontarsi con i cittadini di Cassino e del cassinate intervenuti.


“Italexit – spiegano i militanti – è l’unico partito presente sul panorama politico che supera le vecchie logiche del centrodestra, centrosinistra, centro e M5S, rappresentando la sovranità popolare, la difesa del Made in Italy, per una tutela delle piccole e medie imprese italiane, per una garanzia del rispetto delle libertà individuali di scelta. Ribadiamo la difesa della prima casa da pignoramenti, l’abolizione del numero chiuso per le università, l’abolizione del tetto al contante, lo stop alla continua accoglienza incontrollata e il business che ne consegue.


Non solo uscita dall’Unione Europea e riacquisizione della sovranità monetaria ma anche maggiore investimenti sulla sicurezza, sul rilancio delle periferie abbandonate al degrado urbano e sociale, rilancio del settore turistico per sfruttare le potenzialità storiche culturali ed enogastronomiche della nostra nazione. Italexit con Paragone – concludono gli attivisti – si propone come alternativa al solito sistema politico cercando di dare una valida e coerente rappresentanza a chi si è sentito tradito dalla classe politica emersa nel 2018. Il nostro appello è rivolto a chi è propenso all’astensione, ribadendo che non c’è cosa di più sbagliata nel lasciar decidere ad altri le sorti nazionali dei prossimi anni”.