In carcere studia Legge. Al via il reinserimento

CRONACA – Ancora pochi esami, poi conseguirà la laurea: è iscritto a Giurisprudenza a Cassino ed è seguito dai tutorial del polo universitario penitenziario. Il progetto è stato sviluppato grazie ad una collaborazione tra la Casa Circondariale di Cassino, l’assessorato alla Coesione Sociale del Comune,  la dottoressa Loredana Greco

Si concretizza oggi con il primo giorno di lavoro presso la cooperativa sociale “Arca” un progetto per il reinserimento sociale di un detenuto.

 Il progetto è stato sviluppato grazie ad una collaborazione tra la Casa Circondariale di Cassino, l’assessorato alla Coesione Sociale del Comune,  la dottoressa Loredana Greco, funzionaria di primo livello della Corte d’Appello, responsabile di Colibrì (Coordinamento interassociativo per la bigenitorialità e le ragioni dell’infanzia), nonché responsabile del centro antiviolenza maschile Perseo, sede di Roma.  

Il riferimento normativo che ha consentito per la prima volta da noi una tale esperienza lavorativa è la legge 22 giugno 2000, n.193, meglio conosciuta come Legge Smuraglia la quale  prevede sgravi contributivi e fiscali per le imprese e le cooperative che assumono detenuti in stato di reclusione o ammessi al lavoro esterno per favorire per loro l’attività lavorativa.

Il detenuto in questione, C.M. ha 57 anni, dopo 11 anni per la prima volta questa mattina ha varcato la porta in uscita del carcere. Durante la detenzione ha studiato Legge ed è prossimo a conseguire la laurea in Giurisprudenza.

Il detenuto, così come disposto dal direttore Francesco Cocco nel provvedimento di ammissione al lavoro esterno, presso la cooperativa “ARCA” verrà impiegato come magazziniere dal lunedì al venerdì esclusi i giorni festivi, dalle ore 9 alle ore 14, mentre nelle giornate di martedì e giovedì, esclusi i festivi, svolgerà attività di praticantato a titolo gratuito attraverso un tirocinio presso il settore dei Servizi sociali comunali sotto la supervisione del responsabile dott. Aldo Matera nelle giornate di martedì e giovedì dalle ore 15 alle ore 18.

Il termine del progetto  è il 30 ottobre, però è prevista la possibilità di rinnovo.

“Questo inserimento lavorativo – dice l’assessore Luigi Maccaro – è un intervento che va nella direzione di un riconoscimento della piena dignità della persona. Poiché al di là di tutto ciò che si può fare, l’unica vera possibilità di emancipare le persone dai circuiti dell’illegalità e dell’assistenzialismo è il lavoro che assicura un’esistenza libera e dignitosa. Il mio ringraziamento agli operatori sociali che hanno seguito la persona e all’imprenditore che ha deciso di scommettere su questa possibilità”.

La dottoressa Loredana Greco, che si occupa da anni di chi è in carcere, ricorda che le persone detenute hanno famiglia, molto spesso in situazioni assai difficili. “Si tratta di essere umani, non di derelitti della società – ci tiene a sottolineare –  che vanno aiutati in ogni modo. Sia quando sono in stato di detenzione, sia poi nel reinserimento sociale. Noi dobbiamo fare in modo di mettere in campo quelle competenze acquisite che possano essere utili alla società una volta fuori da quelle mura”.

 Parole di elogio le ha rivolte poi all’indirizzo del sindaco Salera per la sensibilità mostrata rispetto al problema favorendone, anche con il tirocinio presso il settore dei Servizi Sociali, la concretizzazione. “Nella speranza – ha aggiunto – che sia un apripista come progetto pilota”.