La riqualificazione del centro cittadino e… i melensi ringraziamenti

OPINIONI – Dalla Regione Lazio oltre un milione di euro alla città di Cassino per completare i lavori dell’isola pedonale in centro. La corsa ai meriti e le liti interne al Pd.La riflessione del prof. Mario Costa: “La questione ci riporta ai tempi lontani dei ‘forchettoni’ di democristiana memoria, che illusoriamente si pensava archiviati”

di Mario Costa

Era stata una promessa strappata a suo tempo da Enzo Salera al presidente Nicola Zingaretti il finanziamento per la riqualificazione di uno spazio nel centro cittadino della “città martire”. L’impegno, questa volta, è stato mantenuto e pure sostanziosamente potenziato in corso d’opera. I lavori di piazza Diamare sono ora in dirittura d’arrivo, mentre il successivo “pesante” contributo ultimo della giunta regionale (1.100.000 euro), grazie al quale sarà possibile pedonalizzare anche parte del Corso della Repubblica, consentirà di completare un progetto “ch’era follia sperar” alla vigilia.

I soldi sono arrivati in virtù di un gioco di squadra che ha visto impegnati parecchi in una partita dal risultato all’inizio tutt’altro che scontato. Ognuno ci ha messo del suo: i consiglieri Battisti e Buschini, la stessa presidente Di Rollo con la sua costante azione sottotraccia, il sindaco con la tenacia e la competenza tecnica che gli sono proprie, il vice presidente della giunta regionale Leodori con il suo impegno, pari a quello dell’assessore Alessandri, la esperienza di dirigenti e funzionari romani che della cosa si sono occupati. Ma, aggiungiamo noi, grazie ad un bel progetto credibile, valido, di eccellente fattura.

Un bel risultato dunque, richiamato con mirabile tempestività da Sara Battisti sui social, del quale (risultato) essere tutti contenti ed orgogliosi. E’ successo invece che la febbre elettorale (ci riferiamo a quella per le regionali), contro la quale, come per il Covid, non è stato ancora trovato un vaccino veramente efficace, abbia guastato la “festa”.

Sì, l’ha guastata perché ha portato taluni a perdere di vista la sostanza della questione che – si badi bene – non sfugge alla maggior parte della gente capace di individuare i meriti di chi li ha. Ma la stessa gente è anche insofferente ai soliti melensi ringraziamenti pubblici al politico del tipo: “Grazie all’interessamento di…”. Quanto mai inopportuni quindi i lamenti levatisi per il comportamento di chi nel palazzo comunale ha accolto con gioia il finanziamento regionale ma non si è lasciato andare (ed ha fatto bene) ai surrichiamati ringraziamenti.

A tal ultimo, fastidioso, proposito ritornano di stringente attualità considerazioni da noi fatte in uno scritto agli inizi di agosto di un anno esatto fa. Ne riprendiamo qualcuna.

C’è una cosa in progressivo e fastidioso avanzamento – notavamo allora – che prima si corregge, meglio è. Non solo perché ci riporta ai tempi lontani dei “forchettoni” di democristiana memoria, che illusoriamente si pensava archiviati. Ma anche perché della “correzione” ne beneficerebbero gli stessi inconsapevoli rappresentanti del popolo.

Riguarda i “ringraziamenti” (rigorosamente personalizzati) per il finanziamento (pubblico) di un’opera pubblica, sia essa una piazza, una strada, un ponticello o foss’anche una sagra paesana. Puntuale deve scattare il quasi obbligato “grazie” al santo protettore di riferimento. Quasi un ritorno indietro dunque ai tempi “gloriosi” di Antonio la Trippa, onorevole in pectore, magistralmente interpretato dal grande Totò. “Grazie all’interessamento dell’on. … è stato accordato un finanziamento per…”, si leggeva dai manifesti affinché gli elettori lo tenessero a mente nella cabina elettorale nel momento di esprimere il voto di preferenza.

Sembrava, questa, cosa archiviata, appunto: l’elevamento della scuola dell’obbligo, la progressiva crescita civica sembrava avessero fatto il miracolo di liberarci da tale (s)costumanza. Anche perché a differenza del passato, a gente con più elevata scolarizzazione e più spiccato spirito critico, quel messaggio arriva stonato: il finanziamento sarebbe stato accordato non perché, ad una disamina complessiva, con oggettivi criteri di priorità, di valore, di giudizio di merito, il progetto meritasse. Come giusto. Ma, no, solo grazie “All’interessamento di …”.

Intendiamoci: non che gli eletti non debbano far conoscere le cose che riescono ad ottenere o a fare. Tutt’altro. Ma non bisogna esagerare; insomma saper mantenere la “giusta misura”, come si dice. Non si dimentichi che l’eccessiva personale rivendicazione dei meriti e la pretesa dei “ringraziamenti” giungono con suono stonato alle orecchie dei più. Anche a quelle degli stessi che ti hanno votato.

E’ cosa scontata. Il difficile sta nel farlo capire