Sacco: “I candidati al Parlamento ci dicano cosa vogliono fare per il Basso Lazio”

TERRITORIO – Il primo cittadino di Roccasecca continua la sua battaglia a difesa del territorio

“È il sistema elettorale in vigore, è il nuovo perimetro dei collegi che oggi richiedono uno sforzo importante affinché non siano  le segreterie dei partiti a scegliere ed imporre le candidature, magari paracadutando illustri personaggi politici già navigati sui territori. Mai come adesso gli stessi devono scaturire da un confronto e da una condivisione proprio con i territori, altrimenti si corrono due rischi: il primo è quello di alimentare la disaffezione dei cittadini e l’astensionismo, il secondo è quello di avere eletti totalmente avulsi rispetto alle problematiche e alle necessità di un intero, ampio comprensorio”.Tuona ancora il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco rispetto al prossimo appuntamento elettorale del 25 settembre: “Sia chiaro: il mio non è un discorso personale, ci sono nel Basso Lazio tantissimi profili adatti a rappresentarlo e vanno tenuti in debito conto. Ne faccio una questione di rappresentanza e tutela degli interessi delle nostre comunità.

Noi sindaci siamo coloro ai quali i cittadini si rivolgono tutti i giorni, possiamo avere le idee e i progetti migliori, ma poi occorrono coloro che ci supportano negli enti sovracomunali e che non possono essere sganciati completamente dalle dinamiche locali. È un’idea semplice e forse normale di rappresentanza territoriale ma pare essere svanita e con essa anche la partecipazione dei cittadini”.”Lancio una proposta – conclude Sacco – anche se i tempi sono ristretti. Si ascoltino i sindaci prima di decidere chi sarà della competizione per Camera e Senato e soprattutto il candidato, o meglio, i candidati, ci dicano cosa vogliono fare per questa terra rispetto a quei problemi e a quelle aspettative che la gente a noi sindaci  esprimono ogni giorno: lavoro, ambiente, economia, sviluppo, tutela dei più deboli. E soprattutto come intendono sostenerci per utilizzare al meglio le opportunità del Pnrr e tutte le progettualità che noi abbiamo già messo in campo attraverso una visione di territorio che per noi è già chiara. Solo così si recupera valore e partecipazione alla cosa pubblica, in caso contrario avremo perso solamente un’occasione”.