Targa Tenco, Alessandro D’Alessandro tra i cinque finalisti

MUSICA – Come miglior canzone con l’unico brano originale dell’album, Tiritera delle canzoni che volano, scritta a quattro mani con Riondino che la canta magnificamente assieme a un altro grande della canzone non convenzionale come Elio [GUARDA IL VIDEO]

Dopo il Premio Loano vinto con “Canzoni per organetto preparato & elettronica”, altro prestigioso riconoscimento per il musicista laziale che è ora tra i cinque finalisti alla Targa Tenco come miglior canzone con il brano “Tiritera delle canzoni che volano”, interpretato da Elio e David Riondino 

Dopo aver vinto conCanzoni (per organetto preparato & elettronica), pubblicato da Squilibri, il Premio Loano, il più prestigioso riconoscimento per la musica di tradizione in Italia, Alessandro D’Alessandro, assieme ad Elio e David Riondino, è ora tra i cinque finalisti per l’assegnazione della Targa Tenco come miglior canzone con l’unico brano originale dell’album, Tiritera delle canzoni che volano, scritta a quattro mani con Riondino che la canta magnificamente assieme a un altro grande della canzone non convenzionale come Elio. La designazione è stata decisa da una Giuria composta da oltre 300 giornalisti, critici musicali e operatori culturali che, evidentemente, hanno apprezzato l’originalità della proposta artistica del compositore e musicista laziale, originario di Coreno Ausonio. 

Tiritera delle canzoni che volano è una filastrocca in musica in cui classici della canzone diventano personaggi che raccontano di sé e della propria storia. Un’estensione volutamente dilatata dell’idea di canzone che, travalicando confini e steccati, pone in relazione Volare con la Carmen di Bizet, gli amori perduti di De André con la pappa con il pomodoro di Rita Pavone, Pensiero stupendo con Emozioni, l’Albachiara di Vasco con la Turandot di Puccini, Una bambolina che fa no no con la Jenny dei pirati di brechtiana memoria e ancora numerosi altri rimandi, annodati anche attorno a un solo verso. Di suggestione in suggestione, si evoca così quel paesaggio sonoro in cui siamo tutti quotidianamente immersi e dove le canzoni diventano veicoli di sentimenti diffusi e condivisi, esprimendo una condizione o uno stato d’animo comune anche a milioni di persone. 

“La tiritera delle canzoni che volano” ha dichiarato David Riondino “è un doveroso omaggio a questa specie di stormo di rondini che ci svolazza intorno da sempre, e sono tutte simili e tutte diverse, come le onde. lasciano parole sui muri, nelle segreterie telefoniche, nelle lettere d’amore, a volte nei sogni. E se ci pensate a quante ne abbiamo sentite dal primo giorno che siamo venuti al mondo, vengono i brividi (eccone un’altra)”.

La musica e l’organetto di Alessandro D’Alessandro sono la struttura portante che regge la ricca tessitura verbale della canzone, scritta e pensata come prologo del suo primo disco da solista, in cui ha voluto misurarsi, in solo, con classici della canzone nazionale e internazionale, spaziando tra Fabrizio De André e Paolo Conte, Pino Daniele e Lucio Battisti, Bob Marley e Gianmaria Testa, Piero Ciampi e Fausto Mesolella, in trasposizioni di grande fascino. Come la Tiritera posta in sua apertura, tutto l’album si configura pertanto come un omaggio alle canzoni della propria “educazione sentimentale” e in ogni nota si avverte -è stato detto- “l’allegria spudorata di un desiderio infantile finalmente soddisfatto”. Nella realizzazione di quel desiderio, e in questo spaziare tra canzoni diverse, in realtà si realizzava anche l’ambizioso disegno di uno straordinario musicista, intenzionato a portare uno strumento tipico della tradizione popolare a dialogare con altri stili, ritmi ed armonie per ampliarne le capacità espressive. 

“Cercare di abbattere le barriere e i preconcetti, inserendo l’organetto nei più disparati ambiti” -ha dichiarato D’Alessandro- “è sempre stata una sfida personale, sin da quando da bambino accendevo la radio e provavo a suonare su tutto quello che passava. La vittoria al Premio Loano mi conforta non poco riguardo alle mie scelte. Le mie origini musicali sono radicate nella tradizione perché è da lì vengo. Ma sono anche figlio del mio tempo e, in particolare, di un mondo che vorrei sempre più aperto e plurale. E in quel mondo vorrei portare il mio organetto, senza doverlo abbandonare in qualche museo”.

A contendersi con D’Alessandro, Elio e Riondino, la Targa Tenco per il miglior brano  dell’anno nomi di grande prestigio e seguito sul piano nazionale. Si vota fino al 9 luglio, i vincitori parteciperanno alla Rassegna della Canzone d’Autore promossa dal Premio Tenco che, come ogni anno, si terrà all’Ariston di Sanremo nel mese di ottobre. 

Qui il video che Gianluca Abbate ha realizzato della Tiritera delle canzoni che volano