“La sostenibilità ambientale deve camminare di pari passo con quella industriale”

ECONOMIA – Parla il segretario nazionale della Fim-Cisl Uliano dopo il tavolo sull’automotve che si è riunito oggi al Mise. Domani nello stabilimento Stellantis di Cassino lavora solo il montaggio

Stellantis ha comunicato che domani, 24 giugno, nello stabilimento Fca Cassino Plant, i reparti Lastratura e Verniciatura non lavoreranno per allineamento flussi. Anche le presse a caldo saranno ferme dalle ore 6:00 mentre le presse a freddo ferme dalle ore 14:00. Il montaggio lavora regolarmente. Oggi, intanto, al tavolo dell’auto tenutosi oggi al MiSE il governo si è presentato in forza con cinque Ministri. Dice il segretario nazionale della Fim-Cisl Uliano: “La presenza di Giorgetti, Franco, Orlando, Giovannini e Cingolani, rappresenta un segnale importante ad un settore che pesa per il 20% del Pil nazionale e ha un impatto occupazionale di oltre 1.200.000 lavoratori.

Per noi – dichiarano i segretari nazionali di Fim e Cisl – “la sostenibilità ambientale deve camminare di pari passo con quella sociale e industriale. Bene la volontà illustrata dal governo di dotarsi di uno strumento legislativo per semplificare le procedure e consentire una facilità nell’utilizzo dei fondi stanziati, ma come Fim e Cisl riteniamo che i 7 mld di risorse non possono essere disponibili dal 2025.


È necessario partire da subito, i grandi gruppi stanno determinando già da oggi le scelte per il futuro. Del resto lo stop ai motori endotermici al 2035, l’orientamento di molte case automobilistiche allo stop nel 2030 e alcune tendenze rispetto al 2027 legate al motore euro 7, evidenziano l’urgenza della tempistica.

Per noi è indispensabile definire una cabina di regia tecnica, per orientare le linee indirizzo dei fondi stanziati sullo sviluppo della componentistica del futuro sia sul versante green, che per la digitalizzazione e la connettività. Servono politiche industriali sui semiconduttori, sull’ elettronica e su tutto il fronte della componentistica.

Deve cambiare la strategia del Paese sulle catene del lavoro, anche per gli impatti che si stanno generando sul fronte internazionale.