Di Maio scopre che uno non vale l’altro e porta via dal M5S anche Frusone (al secondo mandato)

POLITICA – La più grande scissione in termini numerici della storia repubblicana, quella compiuta ieri dal Capo della Farnesina. L’abiura è totale: “Stop a odio, sovranismi e populismi”. In Ciociaria il deputato di Alatri segue il ministro, Segneri e Fontana restano con Conte. Anche il consigliere regionale Loreto Marcelli boccia lo scisma e rimane fedele ai grillini

Luigi Di Maio e Luca Frusone

L’abiura totale del passato. La scomunica a Conte. L’orgoglio di definirsi “draghiano”. Resterà alla storia la conferenza stampa tenuta ieri dall’ex capo politico del M5S, grillino della prima ora, che dopo 15 anni abbandona dunque il Movimento. La sua esperienza politica, in base alle regole che si era dato il M5S alle sue origini, sarebbe in ogni caso terminata nel 2023, dopo 10 anni di politica attiva. “Due mandati, poi a casa” è stato lo slogan ripetuto come un mantra dai grillini della prima ora che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e hanno invece finito con governare con tutti: prima con la destra (il patto con la Lega), poi con la sinistra (Pd e Leu), infine il governo tecnico di Mario Draghi (larghe intese).

Dicevamo: lo scisma resterà alla storia oltre che per il dato politico – “Di Maio doveva abolire la povertà, invece ha abolito i 5S”, ironizzano i detrattori – soprattutto per quello numerico: il nuovo gruppo, “Insieme per il Futuro”, conta oltre 60 parlamentari e il M5S che aveva ottenuto il 33% alle elezioni del 2018 non è più il partito di maggioranza relativa (la leadership passa alla Lega, che ottenne il 17%)

L’ABIURA

“Per fare progredire l’Italia da Nord a Sud verso le sfide globali abbiamo bisogno di aggregare i migliori talenti e le migliori capacità, perché uno non vale l’altro”. Mentre in platea qualcuno non trattiene un sussulto, Di Maio aggiunge: “Le esperienze, le capacità personali, devono rappresentare un valore aggiunto per le forze politiche“, tutto il contrario degli slogan di qualche anno fa dei 5 stelle, parole che non sono certo frutto del caso.

E d’altronde qualche passo più avanti Di Maio chiarisce: “Mi sono interrogato a lungo sul percorso che il M5S ha deciso di intraprendere: un percorso di chiusura, che guarda al passato, che ripete gli errori del passato. Non siamo riusciti a cambiare, a invertire quella rotta che avrebbe dovuto consentirci di raggiungere la maturità. Siamo ancorati a vecchi modelli. Era necessario aprirsi al confronto, ascoltare delle critiche, ma non è stato possibile”.

COSA SUCCEDE IN CIOCIARIA

Quali le ripercussioni dello scisma sui territori? La Ciociaria vanta tre parlamentari: Ilaria Fontana, Enrica Segneri e Luca Frusone. Le prime due sono state elette nel 2018, il deputato di Alatri siede a Montecitorio già dal 2013: è al secondo mandato, dunque nel 2023 non si sarebbe potuto più ricandidare con il M5S. Non è un caso che solo lui, tra i tre parlamentari della Ciociaria, ha seguito Luigi Di Maio e ha lasciato il M5S.

MARCELLI CON CONTE

Anche il consigliere regionale del Lazio Loreto Marcelli si schiera con Conte e dice: “Noi sosteniamo in maniera convinta il Presidente Giuseppe Conte che sta portando avanti un processo di radicamento sui territori del Movimento 5 Stelle e siamo al suo fianco in questo percorso di ricostruzione di una forza politica il cui scopo è quello di essere utile al Paese.
Dispiace, certo, che si sia arrivati a questo punto, ma è anche vero che se qualcuno non si riconosce più in un progetto politico è giusto che faccia le proprie scelte, dando però le dimissioni dalla forza politica in cui è stato eletto.


Di Maio aveva già da tempo un suo movimento nel Movimento, bene che questa divisione sia venuta alla luce e sia stata fatta chiarezza.


Qualcuno dice che Conte si sia indebolito, io invece penso che si sia rafforzato perché coloro che hanno fatto la scelta di rimanere nel Movimento sono quelli che credono fermamente nel nuovo corso e seguono una strada comune. Non abbiamo bisogno di frizioni, abbiamo bisogno di persone che marciano compatte verso un unico obiettivo, che è quello del bene della collettività. Siamo nati per questo, rimaniamo fedeli a questo principio e continuiamo a credere nel Movimento 5 Stelle”.