Referendum sulla Giustizia, Martini: “Ecco perché voterò 5 Sì”

POLITICA – L’ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle Comunali spiega i quesiti referendari di domenica 12 giugno e invita la città di Cassino ad aprire un dibattito

Dall’avvocato Giuseppe Martini, riceviamo e pubblichiamo

Caro Direttore, mancano pochi giorni ai referendum sulla giustizia proposti dai Radicali e dalla Lega. Anche a Cassino non se ne sta parlando ma sono quesiti molto importanti sotto l’aspetto politico. Auspicandomi che si apra un sano dibattito anche a Cassino vale la pena ricordare per che cosa siamo chiamati a votare il 12 giugno 2022. I quesiti sono 5 e, per quel che può interessare,  voterò tutti SI.


Il primo è un problema molto sentito dagli amministratori locali e riguarda l’abrogazione del decreto Severino li dove prevede la sospensione, l’incandidabilità e la decadenza per sentenza di condanna non definitive che spesso vengono smentite nei successivi gradi di giudizio.  A parte i proponenti (Lega e Radicali), sono favorevoli all’abolizione Italia Viva, Forza Italia, Azione e +Europa. Contrari il Pd e il M5S. Contrari Fratelli d’Italia. Enrico Letta ha ribadito cinque No.
Il secondo quesito riguarda le misure cautelari, compresa la custodia cautelare in carcere. Il quesito punta a limitare le possibilità di adottare misure cautelari (obblighi di firma, arresti domiciliari) e la carcerazione preventiva. 

Con il quesito, si interviene infatti su uno dei tre motivi per cui i giudici possono ordinare una custodia cautelare in carcere (il pericolo di reiterazione del medesimo reato), limitandolo ad altri due casi (pericolo di fuga, pericolo di inquinamento della prova). La Lega e i Radicali sono i proponenti e ribadiscono il loro Sì, sono a favore anche Forza Italia, Italia Viva, Azione, +Europa. Contrari il Pd e il M5S. Contrario anche il partito di Fratelli d’Italia.


Il terzo quesito riguarda la separazione delle funzioni  tra pubblici ministeri dell’accusa e magistrati che giudicano: il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale.

A favore Lega, Radicali, Forza Italia, Italia Viva, +Europa e FdI. Contrari il Pd e M5S.
Il quarto quesito riguarda la valutazione dei magistrati, ove passasse darebbe la possibilità ai rappresentanti dell’ avvocatura e dell’università di intervenire e votare sulle carriere dei giudici. Oggi La valutazione della professionalità e della competenza dei magistrati è operata dal Csm, che decide sulla base di valutazioni fatte anche dai Consigli giudiziari. Secondo molti questa sovrapposizione tra “controllore” e “controllato” rende poco attendibili le valutazioni e favorisce la logica corporativa. Sono a favorevoli al quesito Lega, Radicali, Forza Italia, Italia Viva, Azione, +Europa e Fratelli d’Italia. Contrari Pd e M5S. 


Il quesito 5 riguarda  il sistema elettorale del Csm e punta a ridurre il peso delle correnti dei magistrati favorendo candidature indipendenti di magistrati che vogliano partecipare al Consiglio superiore della magistratura.