Il discorso sessista di Elisabetta Franchi

RUBRICHE – Quel discorso simbolo di una strada ancora in salita e di un pensiero maschilista profondamente radicato nell’immaginario collettivo. La riflessione di Vanessa Carnevale

Quando metti una donna in una posizione molto importante poi non ti puoi permettere di non vederla arrivare per due anni. Un imprenditore investe tempo, energia e denaro e se ti viene a mancare quella figura è un problema, quindi anche io spesso ho puntato su uomini. Oggi le donne le ho messe, ma sono anta, comunque ancora ragazze, ma cresciute. Se dovevano far figli o sposarsi lo avevano già fatto (…), hanno già fatto tutti i giri di boa”.

Questo è il discorso che ha tenuto, pochi giorni fa, la nota Elisabetta Franchi. Un discorso che ha suscitato disappunto sul web, nonché profonda amarezza e rammarico, proprio perché simbolo di una strada ancora in salita e di un pensiero maschilista profondamente radicato nell’immaginario collettivo.

Per quanto mi riguarda trovo viscido e sconcertante che, nel 2022, vengano tenuti discorsi di tale bassezza, specie da personaggi rinomati che hanno notevoli seguaci e che potrebbero sfruttare questa “fama” diffondendo messaggi dignitosi e significativi. Purtroppo la realtà ha da dirci alto, ovvero che tutt’oggi una donna deve ancora mettere in discussione se stessa ed interrogarsi circa il proprio futuro lavorativo, essendo posta di fronte ad un bivio: da una parte la carriera e dall’altra la maternità.

Ci sarebbe tanto da dire in merito e bisognerebbe VOMITARE (in tutti i sensi) in faccia alle persone che non siamo dei robot, che non abbiamo una sfera di cristallo per vedere cosa ci riserverà il futuro, che la maternità non dovrebbe essere vista come un ostacolo alla carriera lavorativa e che, anche se così fosse, sarebbe il caso di parlare di congedo di maternità e di paternità anche in Italia.

Eppure nessuno muove un dito e questa realtà nauseabonda fatta di soggetti che si fanno portavoce di messaggi sbagliati, dove noi donne siamo burattini di un sistema maschilista e patriarcale, continua a progredire spalleggiata da sostenitori e sostenitrici.

Ancora c’è troppa differenza tra uomo lavoratore e donna lavoratrice, è questa la dura verità. Piena di rammarico scrivo queste poche parole, sperando in un confronto intelligente ed interessante con voi che mi state leggendo.