Catalent lascia Anagni, posti di lavori in fumo. È scontro politico

ECONOMIA – Troppa burocrazia, troppo tempo per avere le autorizzazioni: ritirati i 100 milioni di investimenti. Ciacciarelli se la prende con Zingaretti e con il Pd. Buschini al vetriolo: “Come nel calcio, seduti sul divano sono tutti allenatori”

“Bonifica e sburocratizzazione: ad oggi non abbiamo né l’una né l’altra ed i risultati si vedono. Le aziende sono stanche di essere prese per i fondelli e bloccano gli investimenti, come ha fatto la Catalent di Anagni, che ha dirottato 100 milioni in Inghilterra. Sfumata quindi la possibilità di avere 100 posti di lavoro nel sito della città dei papi, insieme ad altri 100 a causa dello stop alla produzione del vaccino Astrazeneca.

Sono anni che sollecito Provincia e Regione ad accelerare sulle autorizzazioni ambientali. Il presidente della Regione Lazio ha letteralmente scaricato tutte le responsabilità sulla provincia di Frosinone. Quello a cui stiamo assistendo è l’ennesimo teatrino di una sinistra incapace anche di sedersi unita ad un tavolo per discutere i problemi e risolverli. Per la sinistra, messa con le spalle al muro dalla sua stessa inerzia di questi anni è l’ora dei fatti”.

A sferrare l’attacco è il consigliere regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli. La replica arriva a stretto giro da Mauro Buschini, consigliere regionale del Pd: “Segnalo ai commentatori e massimi esperti delle questioni della Valle del Sacco, che si agitano ogni volta che si prende una iniziativa, che sulla questione Catalent ho convocato una riunione per cercare una soluzione nonostante la competenza sia solo marginalmente regionale.

Leggo che c’è chi lo aveva detto prima, chi lo pensava da anni e chi ha proposto l’approvazione, addirittura, di un ordine del giorno. Il migliore è quello che dopo aver partecipato e deciso, in qualità di sindaco, la perimetrazione del Sin adesso ci spiega che non va bene. Un po’ come nel calcio: c’è chi gioca e chi gli spiega come si fa. Dal divano di casa”.