Corpi mercificati: dietro le quinte del film Troy

RUBRICHE – Torna il consueto appuntamento domenicale con Vanessa Carnevale e gli approfondimenti sulle figure femminili: ecco il “ritratto” di questa settimane

di Vanessa Carnevale

Torno a parlare di donne, o meglio, lascio che questa volta sia una donna a parlare al posto mio. Dico questo perché, il soggetto dell’odierno articolo, ha rilasciato un’intervista qualche giorno fa. Queste rivelazioni mi hanno lasciata abbastanza sopraffatta, non perché fossero assurde, ma perché ogni qual volta che qualcuno denuncia delle situazioni losche, mi rendo conto di quanto la realtà macabra che spesso consideriamo lontana, sia sempre dietro l’angolo. Il film Troy che io stessa ho visto svariate volte per via dell’amore verso l’Iliade e per le figure di Ettore ed Andromaca, nonché la passione smisurata per Brad Pitt (attore che venero da che ne ho memoria), è letteralmente il “tallone d’achille” della situazione.

La donna che ha rilasciato questa intervista è la meravigliosa Diane Kruger (Elena, nel suddetto film), che si è espressa in questi termini :”Ho decisamente incontrato i Weinstein di questo mondo sin dall’inizio della mia carriera. A tal proposito mi ricordo dell’audizione per Troy e di essere dovuta andare dal capo dello studio in costume. E mi sentivo come un pezzo di carne, osservata dall’alto in basso, mentre mi chiedevano ‘Perché pensi che dovresti interpretare questo ruolo?“.

Possibile che un mondo bello, affascinante e passionale come quello del cinema debba ridursi ad un traffico di “mercificazione della bellezza”? Donne che devono mostrare la loro nudità per ricoprire un ruolo? perché non basta fare un provino di sola recitazione, valutare i lineamenti del viso ed un eventuale normopeso (siccome si parla del ruolo di Elena, la più bella) senza rendere una persona imbarazzata, mortificata e spogliata, nel vero senso del termine? perché ci sentiamo i padroni del mondo, perché valutiamo solo il corpo, perché tanti uomini guardano senza vedere, scelgono senza scegliere, mortificano senza sapere di mortificare o peggio, fingendo di non sapere.

Rendiamo il cinema, i teatri, le scuole, i lavori e qualsiasi luogo esistente al mondo un posto dove vige l’equilibrio, l’educazione, il rispetto verso il prossimo, la lealtà. Possa questa storia essere un grido, un richiamo, un buon auspicio per un possibile miglioramento.


 

Vanessa Carnevale

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