Voto di scambio e firme false: si va in Consiglio tra polemiche e distinguo

POLITICA – Cinque consiglieri di opposizione chiedono di portare il caso in Aula e tappezzano la città di manifesti ma Bevilacqua di FdI si sfila. Si scatena il botta e risposta tra una parte della minoranza e il circolo dem. Fionda: “Si scade nella volgarità del pettegolezzo e dell’offesa gratuita”. La replica: “Piuttosto pretenda anche lui chiarezza del comportamento dei rappresentanti e dei presentatori della lista del Pd”

Cinque consiglieri comunali di Cassino hanno protocollato la richiesta di svolgere un Consiglio comunale straordinario per discutere le questioni giudiziarie che vedono coinvolto un consigliere comunale dem, raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini per presunto voto di scambio alle elezioni del 2019 e per le 47 firme disconosciute che erano a supporto della lista del Pd sempre nella scorsa tornata elettorale (LEGGI QUI: Cassino, voto di scambio e liste irregolari: in otto finiscono nei guai E LEGGI ANCHE: Voto di scambio e firme false, Leone solleva la questione morale). A chiedere l’assise sono stati: Benedetto Leone, Salvatore Fontana, Giuseppe Golini Petrarcone, Massimiliano Mignanelli e Renato De Sanctis.

“Avevamo chiesto ad Enzo Salera di anticiparci, anche in ottica di un confronto il più trasparente e corretto possibile sulle inchieste delle firme false e del voto di scambio. Ma come al solito, il Sindaco non ha raccolto la disponibilità dell’opposizione, e abbiamo quindi sottoscritto la richiesta di un Consiglio Comunale Urgente. Ora il Sindaco non può ne nascondersi tantomeno fuggire. Venga in Consiglio Comunale a riferire sui fatti” ha spiegato Benedetto Leone nella giornata di lunedì.

Il giorno seguente la città di Cassino è stata inondata di manifesti con i quali si chiede conto al sindaco di riferire in Aula e al contempo si intende informare tutta la cittadinanza dell’accaduto. A sfilarsi sia dalla conferenza stampa in cui si annunciava la richiesta di Consiglio, sia dal manifesto è stata la consigliera di FdI Michelina Bevilacqua nonostante in conferenza stampa la portavoce Angela Abbatecola non abbia risparmiato critiche al sindaco Salera sulla questione.

LA NOTA DEL PD

Un manifesto, quello affisso ieri, che ha suscitato l’ira del segretario del circolo dem Romeo Fionda che in una nota ha spiegato: “Diversamente da quanto accade nei regimi autocratici, che la destra italiana fino a ieri ha indicato come modelli di gestione dello Stato, in un sistema democratico – deo gratias –  è sempre e comunque garantita la libera espressione del dissenso e della critica. La difesa delle libertà e dei principi della democrazia è tanto più necessaria quanto più i tragici eventi della guerra in Ucraina dovrebbero suggerire una dose supplementare di rispetto per la verità e per i valori che attengono alla dignità delle persone che ricoprono ruoli di rappresentanza istituzionale.

In questo senso, il manifesto recentemente affisso nelle bacheche della  nostra città, sottoscritto da alcuni consiglieri di opposizione, oltrepassa disinvoltamente la soglia della polemica politica e scade nella volgarità del pettegolezzo e dell’offesa gratuita. Il manifesto in questione, infatti,  punta decisamente sulla manipolazione dell’opinione pubblica attraverso notizie infondate e immagini ingannevoli, tese a diffamare il Sindaco e il Partito democratico che costituisce il perno della maggioranza di governo della nostra città.

I consiglieri di opposizione firmatari del manifesto hanno utilizzato in modo surrettizio il logo del PD, che giganteggia al centro del manifesto, con messaggi allusivi che tendono a confondere e a fuorviare il dibattito propriamente politico, dirottandolo sui binari triviali dell’offesa personale. La verità dei fatti contestati è molto semplice e lineare: è in corso una indagine  giudiziaria tesa ad accertare la correttezza della raccolta delle firme nelle liste elettorali e a valutare l’ipotesi di reato del voto di scambio.

Il Partito democratico e l’amministrazione cittadina hanno prontamente ribadito la piena e totale fiducia nell’operato della magistratura, in attesa di conoscere le conclusioni dell’indagine  in corso. Nel frattempo, ci permettiamo di consigliare all’improvvisato drappello di manipolatori della comunicazione un atteggiamento di autocontrollo che sia in grado di contenere, se non di abbandonare, gli ipocriti “furori” di una sguaiata pantomima”.

LA REPLICA DEI CONSIGLIERI

La replica dei cinque consiglieri non si è fatta attendere: “I sottoscritti consiglieri comunali, a differenza dell’atteggiamento giustizialista di Salera, ribadiscono il principio del garantismo, lasciando che sia la magistratura a fare le dovute verifiche. Alla Politica spetta il compito di affrontare la questione morale, la trasparenza nell’impegno pubblico e la correttezza nell’espletamento delle funzioni. Questioni che non si affrontano in aule di giustizia ma nell’unica aula espressione democratica della città: l’aula consiliare Gaetano Di Biasio.

In merito al manifesto affisso sul circuito pubblico comunale, ci preme precisare che la firma del Consigliere De Sanctis è mancante in quanto il manifesto è stato redatto prima della riunione con la quale concordemente si è deciso di inoltrare richiesta al fine di far convocare un Consiglio comunale straordinario, nel merito politico dei fatti. Un invito infine al Segretario del Partito Democratico di Cassino, a pretendere anche lui chiarezza del comportamento dei rappresentanti e dei presentatori della lista del PD alle ultime elezioni amministrative. Trasparenza, correttezza e rispetto delle regole alla partecipazione democratica di qualsiasi competizione elettorale deve riguardare tutti noi ed investirci del massimo senso di responsabilità.”