Stellantis, nell’indotto scattano i primi licenziamenti

ECONOMIA – A causa della mancanza di commesse chiude la Sde, vanno a casa 35 operai. Immatricolazioni Alfa in profondo rosso. Si attende il 1° marzo per il nuovo piano

Il D-day che tutti hanno cerchiato in rosso è il 1° marzo: sarà quella la data in cui Carlos Tavares annuncerà il piano industriale per ciascuno degli stabilimenti Stellantis affidando una mission a ciascuna fabbrica, a partire proprio da quella di Cassino che con l’uscita di produzione di Giulietta e Giulia da ormai quasi sette anni sulle linee, è rimasta con il solo Stelvio a trainare le produzioni e le vendite.

Ma prima di guardare avanti, bisogna soffermarsi sull’anno appena trascorso: il 16 gennaio del 2021 è nato ufficialmente il gruppo Stellantis con le nozze tra Fca e Psa. Nella giornata di ieri sono arrivati i dati relativi alle immatricolazioni del mercato dell’auto in Europa: le vendite generali in Europa (11,77 milioni) registrano una flessione di circa 4 milioni di unità rispetto al 2019 (-25,5%) e scendono dell’1,5% sul 2020. 

ALFA IN RETROMARCIA

Stellantis, con tutti i suoi marchi, è il secondo gruppo nel Continente con il 20,2% di quota, identica a quella del 2020, e -1,6% di vendite (oltre 2,378 milioni di vetture). Peggio, nell’anno, ha fatto il capolista gruppo Volkswagen con il mercato sceso del 3,7% (sotto i 3 milioni) e una penetrazione del 25% rispetto al 25,6% del 2020. Nel suo primo anno, i marchi di maggior successo in Europa, per Stellantis, sono risultati Peugeot come volumi (oltre 724mila auto) e Jeep, come crescita (+4,1%). La monoprodotto Lancia ha pure segnato un +1,5%, mentre Alfa Romeo è stato il marchio che ha sofferto di più: -27,8% cioè poco più di 26.300 tra Giulia e Stelvio immatricolate. Significa, in sostanza, che Cassino è stato lo stabilimento maggiormente in sofferenza: è dalla fabbrica ai piedi dell’Abbazia, infatti, che vengono “sfornate” le vetture del Biscione.

A contribuire fortemente al dato in forte flessione del marchio made in Cassino ci pensa un mese di dicembre particolarmente negativo per il Biscione. Le vetture  Alfa Romeo vendute nel solo mese di dicembre in tutta Europa sono state infatti appena 2.706. Un valore che se rapportato al dicembre del 2020 introduce un rallentamento vertiginoso, con un calo pari al 45,4% in meno. Ne deriva una quota di mercato pari allo 0,3%: il dato, rapportato all’intero mercato Europeo, introduce un calo non indifferente visto che il valore rimane di poco inferiore al 22%.

Intanto, a Cassino, si continua a lavorare a singhiozzo: oggi i reparti Lastratura e verniciatura non hanno lavorato e gli operai saranno in regime di “solidarietà”. Ma adesso la crisi del settore automotive ed in particolare di Stellantis fa sentire gli effetti più indesiderati anche e soprattutto sull’indotto: la perdita definitiva dei posti di lavori. Ad andare a casa sono stati i 35 lavoratori della Sde una delle aziende che lavora nel campo della componentistica dell’indotto Stellantis: in particolar modo si occupa – o meglio, si occupava – di tutto quello che riguardava i sequenziamenti. Il calo degli ordini da parte di Stellantis e le commesse sempre più scarse anche da parte degli altri stabilimenti del gruppo hanno inevitabilmente portato alla chiusura dell’azienda.

“Cessata attività”, questa la motivazione con la quale sono stati mandati a casa i 35 lavoratori della piccola industria dell’indotto cassinate. Non c’era altra strada dopo che tutti gli ammortizzatori sociali erano stati esauriti nel corso degli anni precedenti. La comunicazione è giunta alle rappresentanze sindacali nei giorni scorsi. “Quando si avvia la procedura di licenziamento i sindacati vanno avvertiti per tempo mentre a noi hanno mandato la comunicazione solo pochi giorni fa” dice la responsabile del settore indotto della Fiom-Cgil Rosa D’Emilio.

Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim-Cisl, usa toni severi e richiama le istituzioni alle proprie responsabilità: “Adesso vediamo plasticamente quello che noi dicevamo da tempo. Sono anni che chiediamo al Governo e alle istituzioni tutte di mettere in campo interventi concreti a favore dell’automotive per evitare di perdere occupazione.

Se si continua a temporeggiare, l’emorragia nelle fabbriche dell’indotto continuerà. Perché se all’interno di Stellantis si riesce in qualche modo a far uscire i lavoratori con i pre pensionamenti, nell’indotto non ci sono queste forze economiche quindi dopo la cassa integrazione, Naspi la solidarietà e la mobilità non resta altra strada che quella di procedere con i licenziamenti. La situazione è molto grave e ancor più grave è il fatto che nessuno intervenga” picchia duro il leader provinciale dei metalmeccanici della Cisl.