Commercio, nel Lazio ogni giorno 41 saracinesche abbassate

IL FATTO – E’ quanto emerso dal Rapporto sull’evoluzione del mercato del lavoro e delle imprese nel settore terziario, commercio e servizi della regione Lazio, presentato ieri al Cnel. Tutti dati

Un settore che sta lentamente risalendo la china, dopo un periodo drammatico caratterizzato da tantissime cancellazioni d’impresa e dalla conseguente espulsione dal mercato del lavoro di numerosi addetti. Il ricorso alla Cassa Integrazione ha permesso di limitare i danni, mentre gli indicatori economici si avvicinano sempre di più ai livelli pre-Covid del 2019. È quanto emerge dal Rapporto sull’evoluzione del mercato del lavoro e delle imprese nel settore terziario, commercio e servizi della regione Lazio, la cui presentazione è in corso al Cnel.

Il Rapporto, realizzato da un team interdisciplinare di ricerca coordinato dall’Università degli Studi Roma Tre, è giunto alla sua quinta edizione ed è stato commissionato dall’Osservatorio di Ebit Lazio, l’Ente Bilaterale del Terziario, Distribuzione e Servizi, costituito da Confcommercio e dai sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil del Lazio. Il Rapporto si riferisce al primo semestre del 2021, con l’analisi dei seguenti settori: commercio, servizi di informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, attività professionali e tecniche, noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese.

“L’incrocio e l’analisi dei dati è fondamentale per conoscere il settore e per definire le strategie e gli strumenti per la ripresa”, dichiarano Guido Lazzarelli e Vittorio Pezzotti, presidente e vice presidente di Ebit Lazio. “Ora è necessaria una sinergia tra tutti i protagonisti, per traghettare il terziario verso una crescita strutturale, con lavoro di qualità. Per realizzarlo – concludono i vertici di Ebit Lazio – sarà indispensabile sfruttare tutte le opportunità offerte, come la realizzazione delle opere per il Giubileo del 2025, l’organizzazione di Expo 2030, l’utilizzo virtuoso delle ingenti risorse previste dal Pnrr”.

Il quadro congiunturale del terziario nel Lazio: nel 2022 Pil e occupazione su valori pre-Covid

Nel 2021 il Pil regionale del Lazio, secondo le stime della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), dovrebbe crescere del 4,6%, dopo il tonfo del 2020 (-8,1%). In aumento anche l’occupazione, con +1,5%, rispetto al -2,4% del 2020. Previsioni positive anche per le esportazioni, che nel 2021 dovrebbero far registrare un aumento pari al 7,5%, dopo il forte ribasso del 9,3% nel 2020.
Nel 2022 il Pil dovrebbe tornare ai valori pre-Covid del 2019, mentre l’occupazione e il commercio con l’estero potrebbero addirittura far registrare prestazioni migliori. L’unico dato lontano dai valori del 2019 sarà quello relativo ai consumi privati.

Imprese attive nel terziario: a Roma -4,6% nel commercio, bene attività immobiliari e professionali

Nel secondo trimestre del 2021 nel Lazio c’è stato un aumento del processo di espulsione delle imprese dal sistema economico: si è passati da 500.616 unità (secondo trimestre del 2020) alle 499.280 del 2021, con un calo di 1.336 imprese attive.

Il terziario conferma questa tendenza negativa: nel periodo tra giugno 2020 e giugno 2021 il numero di imprese attive nel settore è calato di quasi 3.000 unità (da 274.700 a 271.488). Tra i settori più colpiti il commercio all’ingrosso e quello al dettaglio.

Il Lazio è tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno, e Roma la provincia con la performance peggiore (-4,6% di imprese attive nel commercio nel II trimestre 2021 rispetto al II trimestre 2020). Nella regione, invece, si registra un saldo positivo consistente per le attività immobiliari (+1.648 imprese nel confronto giugno 2019-giugno 2021) e per le attività professionali (+2.009 nello steso periodo).

Cancellazioni d’impresa: nel Lazio ogni giorno 41 saracinesche abbassate per sempre nel commercio

Tra il 2019 e il 2021 (periodo gennaio-agosto), il numero di cancellazioni d’impresa è passato nel Lazio da circa 24 mila a poco meno di 29 mila, con un’impennata prossima al 20%. Nel “terziario”, le cancellazioni sono state quasi 17 mila nel 2021 dalle 12 mila del 2019: un balzo del 42%. La dinamica sin qui osservata appare ancora più negativa nel commercio, dove, in soli 8 mesi, si è passati da 6 mila cancellazioni ad oltre 10 mila (+59%). Vuol dire ogni giorno, in media, 41 saracinesche abbassate per sempre.

Terziario, nel Lazio 58 mila assunzioni nel primo semestre del 2021

Il confronto con il 2020 presenta nel Lazio una ripresa pari al 18,3%, mentre il confronto con il 2019 evidenzia un calo del 17,8%, a conferma delle difficoltà di riprendere il “filo” di sviluppo interrotto dalla pandemia.

Nel primo semestre del 2021 il comparto contrattuale del terziario nel Lazio ha fatto registrare 58 mila assunzioni, in aumento di circa 9 mila unità rispetto al primo semestre del 2020, con un incremento tendenziale del 18,3% (migliore rispetto al livello nazionale, che si è fermato al 14,4%). I dati crescono soprattutto a partire dal mese di aprile, mentre la domanda di lavoro a giugno del 2021 era in calo solo del 2,4% rispetto a giugno del 2019. Si tratta di dati che fanno sperare in un secondo semestre in linea con i dati pre-pandemia.

Analizzando nel dettaglio l’aumento della domanda di lavoro nel settore terziario nel Lazio, le attivazioni di lavoro femminile, con il 23,3%, aumentano più degli uomini (+15,5%). Molto alto l’incremento dei giovanissimi fino ai 24 anni di età (+29,6%), seguiti dalla classe di età immediatamente successiva dei 25-34enni (+23,8%). La richiesta di lavoro infine, si rivolge soprattutto verso lavoratori con un livello di istruzione elevato (+34,3 di laureati e +22,9% di diplomati).

Nel primo semestre 2021, i tre settori che trainano la ripresa della domanda di lavoratori nel comparto contrattuale del terziario sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio con 20,1 mila lavoratori assunti (+1.370 rispetto al 2020, ma 5 mila in meno rispetto al 2019), il settore di servizi a supporto delle imprese incluso il noleggio e le agenzie di viaggio 9,5 mila lavoratori (+1.586 rispetto al 2020) e le attività di professioni scientifiche e tecniche con 4,5 mila assunti (+1.710 lavoratori).

Si conferma, infine, il boom dei servizi di trasporto e magazzinaggio che hanno visto un incremento nel primo semestre del 2021 del 47,5% rispetto al 2020 e del 53% rispetto al 2019.

Le professioni più ricercate

La professione che in proporzione aumenta di più rispetto alle altre è quella degli analisti e progettisti di software (+85,8% rispetto al 2020 e +36,2% rispetto al 2019), seguita dagli specialisti di gestione e sviluppo del personale (+62,5%).

Cassa Integrazione: nel commercio nel Lazio si è passati dal milione di ore del 2019 ai 180 milioni del 2021

La Cassa Integrazione Guadagni ha inciso in modo determinante sulla parziale tenuta del mercato del lavoro. Nel Lazio i dati evidenziano una forte accelerazione del fenomeno, che dopo l’impennata del 2020 (da 21 a 291 milioni di ore), è cresciuto ulteriormente, raggiungendo i 345 milioni di ore nel 2021.

A guidare la forte crescita il commercio, che soprattutto grazie all’utilizzo della CIG in deroga e del Fondo di solidarietà è passato da un milione di ore del 2019 ai 180 milioni del 2021 (periodo gennaio-settembre). In termini di contributo settoriale al dato generale, il commercio è salito al 52% del totale delle ore autorizzate nel Lazio nel 2021 dal 6% del 2019.

Il reimpiego dopo la cessazione del rapporto di lavoro torna ai livelli del 2019

Nei primi 5 mesi del 2021 le cessazioni di rapporti di lavoro nel comparto contrattuale del terziario nel Lazio sono state 34.722, e le relative ricollocazioni entro 30 giorni sono state 10.770, con un tasso di ricollocazione medio pari al 31%, in linea con il 2019. Nel periodo interessato dal lockdown il tasso generale di ricollocazione era sceso al 22,5%.