Istruttore di vigilanza, il Comune impugna la sentenza del Tar

POLITICA – L’orientamento dell’Amministrazione Comunale di Cassino è di ricorrere innanzi al Consiglio di Stato e cita i casi analoghi avvenuti in altri comuni. Tutti i dettagli

La questione verrà ulteriormente approfondita nei suoi vari aspetti, ma, dopo un primo esame squisitamente legale della sentenza del Tar che ha accolto il ricorso di dieci idonei al concorso di istruttore direttivo di vigilanza (vigili cat.D), l’orientamento dell’Amministrazione Comunale di Cassino è di impugnare la decisione innanzi al Consiglio di Stato (LEGGGI QUI: Graduatorie non cedute al Ministero, il Tar boccia il Comune)

La sentenza, infatti, non la si ritiene condivisibile nella decisione in merito alla controversia perché appare contraddittoria in alcune parti, nonché carente in altre, in quanto non prende in esame tutte le difese svolte dall’Amministrazione. Il Tar non ha tenuto conto neppure del fatto che una unità lavorativa assunta ha rinunciato al ricorso.

Il Comune nella vicenda si è attenuto alla legge e alla par condicio tra i concorrenti. Ha infatti richiamato l’art. 9, comma1, della legge n.3 del 2003 stando al quale le graduatorie valide ed efficaci possono essere cedute solo alle Amministrazioni del medesimo comparto di quella che detiene la graduatoria. Vale a dire, nel caso di specie, solo agli Enti locali. Cosa peraltro puntualmente avvenuta nei confronti di alcuni Comuni, quali ad esempio, Pontecorvo, Capua, Segni.

Insomma, l’Amministrazione della città martire si è attenuta scrupolosamente alla regola che si è dato in coerenza con la citata legge di cui sopra.

Peraltro due candidati, tra i ricorrenti, sono stati regolarmente assunti. Altri, chiamati, hanno rifiutato. I ricorrenti sono tutti vigili di cat. D che vogliono andare altrove, al Ministero. Si comprendono le loro aspirazioni individuali. Ma, occorre anche comprendere che loro hanno concorso per essere assunti al Comune di Cassino, la cui Amministrazione ha a suo tempo bandito il concorso per far fronte ad una grave carenza di personale che non consente di assicurare alla propria città un servizio essenziale, irrinunciabile qual è quello che solo la Polizia Locale può garantire. Cosa impossibile se non potrà più attingere alla relativa graduatoria degli idonei, dovendo fronteggiare richieste di trasferimenti.

Nello specifico, si precisa, infine, che il Tar non ha annullato la delibera n. 21/2021, ma ha annullato “il provvedimento impugnato di reiezione della domanda di scorrimento della graduatoria concorsuale avanzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.