Il Covid torna ad uccidere: sei morti in Ciociaria

IL BOLLETTINO – Ad oggi sono 8 i pazienti in rianimazione. Di questi ben 5 sono non vaccinati, tutti compresi nella fascia d’età tra i 50 e i 60 anni. Il dottor Apponi: “I due terzi dei pazienti in terapia intensiva non si è voluta sottoporre alla vaccinazione e la situazione per i nostri ospedali sta diventando insostenibile” Tutti i numeri

Oggi, su quasi 3.000 tamponi processati, si registrano quasi 300 casi positivi in provincia di Frosinone. Come sempre accade di domenica e nei giorni festivi è minore il numero di tamponi effettuati rispetto ai giorni feriali (in queste settimane si viaggia al ritmo di circa 8.000 al giorni). I ricoveri restano stabili a quota 80, mentre aumenta, e di molto, il numero dei decessi.

Sei i morti nelle ultime 48 ore: una donna di 67 anni di Fiuggi, una donna di 69 anni di Frosinone, una donna di 84 anni di Arce, un uomo di 61 anni di Colfelice, un uomo di 79 anni di Fumone e una donna di 93 anni di Esperia.

Le ultime 48 ore sono state dunque caratterizzate da un’impennata di decessi (6, molti non vaccinati e altri con gravi patologie) e di ricoveri in terapia intensiva. Ad oggi sono 8 i pazienti in rianimazione. Di questi ben 5 sono non vaccinati, tutti compresi nella fascia d’età tra i 50 e i 60 anni. Tre invece sono i vaccinati tutti con gravissime patologie.

Il dato evidenzia ancora una volta come siano nella stragrande maggioranza dei casi i no vax ad essere colpiti gravemente dal Covid, saturando le terapie intensive e gli altri reparti delle strutture ospedaliere: “Si tratta – spiega il Dottor Fabrizio Apponi Direttore di struttura complessa anestesia e rianimazione Polo ospedaliero Frosinone-Alatri – di una fotografia precisa della situazione attuale. I 2/3 dei pazienti in terapia intensiva non si è voluta sottoporre alla vaccinazione e la situazione per i nostri ospedali sta diventando insostenibile”.

Per gli over 50, oggi, la vaccinazione è ormai obbligatoria dopo la decisione del Governo: “Speriamo che tutti accolgano l’invito dell’esecutivo. I dati oggi parlano chiaro: i non vaccinati rischiano gravissime conseguenze mentre chi ha terminato il ciclo e ha avuto la dose booster presenta, nella maggioranza dei casi, forme leggere, in ogni caso curabili.

È necessario che tutti capiscano cosa si rischia in questa situazione: con l’attuale pressione sulle strutture ospedaliere esiste il pericolo di dover interrompere le attività di profilassi e cura di patologie non covid”.