L'EVENTO - Un miniviaggio di sole cinque tappe per i musici e i cantori dell’associazione ‘Vecchia Cassino’. Marzocchella: “La notte magica del 2022 la consegniamo alla storia come l’edizione del cuore”. Di Rollo: "Anche se la pandemia ci ha costretto a qualche cambiamento, è bello vedere che le nostre tradizioni non muoiono"

Dinanzi alla proposta di annullare per il secondo anno consecutivo la manifestazione o farla in versione ridotta, con un numero di musicisti e cantori ristretto e soltanto 5 tappe invece delle circa 60 abituali, si è sviluppata una profonda riflessione.
Alla fine, la seconda ipotesi ha avuto la meglio. Il desiderio di non privare di nuovo la città dell’antica tradizione cassinese la Pasquetta Epifania, dopo lo stop imposto lo scorso anno dalla pandemia, ha prevalso su tutto. La decisione si è rivelata giusta. L’edizione del 2022, nonostante lo stravolgimento, è stata consegnata alla storia, come l’edizione del cuore.

Quella in cui a cantare e suonare sono stati i cuori dei cantori e dei musicisti, provocando forti emozioni che hanno toccato tutti. Se mai ci fossero stati dubbi, lo scorso 5 gennaio la città di Cassino ha confermato con la partecipazione, l’affetto e la commozione di amare questa tradizione popolare, che affonda le radici ai primi del ‘900.
Dopo accurato controllo dei green pass e indossando la mascherina Ffp2, i cassinati hanno potuto ascoltare, nelle quattro parrocchie del centro e nell’abbazia di Montecassino, il canto melodioso della Pasquetta. L’associazione Vecchia Cassino, organizzatrice dell’evento, aveva pensato tutt’altro per celebrare i primi 25 anni di vita. Ma le limitazioni imposte dal momento difficile, che stiamo vivendo, ha rinviato a tempi migliori lo svolgimento degli eventi in programma.

“Niente è annullato – ha sottolineato il presidente dell’associazione Vecchia Cassino Antonio Marzocchella – è solo rinviato di dodici mesi. Anzi, possiamo annunciare che oggi daremo via alle celebrazioni che concluderemo il 5 gennaio 2023”. Era il 1997 quando Marzocchella coinvolse il M° Pio Di Meo, il M° Marcello Bruni, l’amico Roberto Lillo e Franco Iorio per dare vita ad un gruppo che potesse portare avanti la tradizione più antica della città. Il ’97 segna la costituzione del gruppo a cui, da subito, si uniscono Rosario Iemma, Tonino Frattaroli, Umberto Pauroso, Domenica Marinelli, Mary Comparone, Gianni Gallone e tanti altri.
Il 5 gennaio del ’98 l’associazione debutta, per la prima volta, nel Chiostro del Bramante, dinanzi all’allora abate D’Onorio. Da quel momento di strada l’associazione ne ha percorsa tanta perdendo, lungo il cammino, tanti componenti, come Antonella Rosato, Onorio Pittiglio, Bruno D’Agostino e l’indimenticabile M° Pio Di Meo; tutti soci fondatori, deceduti prematuramente. “Il ricordo e il grazie va agli amici che non ci sono più. Senza il contributo di tutti non avremmo mai raggiunto il nostro intento: valorizzare e far amare, in particolare, dai giovani, i testimoni del domani, la nostra tradizione portatrice di valori veri” sottolinea il presidente Marzocchella.

Da un quarto di secolo la notte del 5 gennaio è stata ribattezzata ‘La notte magica’ in cui i cantori dell’associazione con i musicisti della banda don Bosco Città di Cassino, diretta dal M° Marcello Bruni, diffondono in ogni angolo della città l’antico Inno della Pasquetta; un canto che suscita emozioni, ricordi e conferma il senso di appartenenza ad un territorio.
Anche mercoledì pomeriggio, subito dopo il canto della Pasquetta, sono stati riproposti, in ogni tappa del miniviaggio composto da cinque soste, i versi ‘Vecchia Cassino’, lirica del poeta Gino Salveti, musicata dal M° Donato Rivieccio e orchestrata per fiati dal M° Pio Di Meo. L’edizione ridotta del 2022 è iniziata nella parrocchia di San Giovanni, dove il canto è stato dedicato alla professoressa Franca Pinchera, anima culturale dell’associazione, grande sostenitrice e ispiratrice delle attività della ‘Vecchia Cassino’, scomparsa lo scorso 31 agosto. Da San Giovanni, musici e cantori si sono trasferiti a Montecassino.

Qui ad attenderli, nel chiostro del Bramante, hanno trovato l’abate dom Donato Ogliari. Da Montecassino a San Pietro, nel rione Colosseo. E, successivamente, hanno toccato la Concattedrale e, come ultima tappa, la parrocchia di Sant’Antonio. “Un grazie – dice Marzocchella – lo rivolgo a tutti i parroci: don Giovanni, Don Nello, Don Emanuele e don Benedetto che ci hanno accolto calorosamente. Grazie all’abate Ogliari per l’affetto che, da sempre, ci dimostra. Un grazie lo rivolgo ai cantori e ai musicisti per l’impegno di oggi e dei venticinque anni della nostra Pasquetta”.
A conclusione del miniviaggio, nella chiesa di Sant’Antonio, l’associazione, a sorpresa, ha consegnato a Marzocchella una targa ricordo per l’entusiasmo, l’impegno e il lavoro profuso in questi anni. “Oggi in sicurezza – ha sottolineato infine Marcello Bruni – abbiamo suonato per noi e per la nostra città, onorando una tradizione unica e bella, che i giovani non dovranno mai far perdere”. Il viaggio itinerante nelle parrocchie e in abbazia ha visto la presenza del presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo, delle consigliere comunali Alessandra Umbaldo e Gabriella Vacca e dell’ex parlamentare Anna Teresa Formisano.

Il presidente del Consiglio Di Rollo chiosa: "Le tradizioni ci raccontano il luogo e la cultura a cui apparteniamo, le nostre radici, che vanno gelosamente custodite e tramandate, "di generazione in generazione". E anche se la pandemia ci ha costretto a qualche cambiamento, è bello vedere che le nostre tradizioni non muoiono, anzi vengono portate avanti con coraggio e dedizione da chi non le dimentica e non le fa dimenticare".
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