Betta chiude in bellezza e lascia a Dell’Isola un Ateneo virtuoso

UNICAS – Per la prima volta nella storia dell’Unicas le spese per il personale scendono sotto quota 80% rispetto a quelle che sono le entrate dell’Università di Cassino. Il rettore non nasconde l’orgoglio: “Finalmente i parametri sono in regola, è una bella soddisfazione”. Martedì prossimo il passaggio di consegne al rettorato con il suo successore

Il rettore Giovanni Betta

Giovanni Betta chiude in bellezza. Quando mancano ormai solo pochi giorni al passaggio di consegne con il suo successore Marco Dell’Isola – la cerimonia è in programma martedì prossimo, 2 novembre – il Magnifico incassa un… magnifico risultato! Per la prima volta nella storia, gli indicatori della sostenibilità economica e finanziaria e quelli relativi alla spesa del personale rispettano gli standard ministeriali. L’Università di Cassino non compare più in basso alla classifica, evidenziata in rosso. L’Ateneo ha i conti in ordine. Partiamo dagli indicatori della sostenibilità economica e finanziaria: il Ministero prevede che debbano essere superiori all 1%, quelli di Cassino sono quest’anno all’ 1,03%. 

Ma l’indicatore più importante è quello relativo alle spese del personale. I parametri per rientrare tra gli atenei virtuosi prevedono che i trasferimenti statali all’ Università (il cosiddetto FFO) e gli introiti delle tasse debbano incidere sulla spesa del personale per non più dell’80%. Questo è sempre stato il vero tallone d’Achille dell’Ateneo. Da quando esistono questi indicatori, Cassino non è mai stata in regola. Negli anni passati la spesa per il personale aveva più volte superato il 90%. Da qualche anno a questa parte il rettore Betta aveva invertito il trend, tuttavia fino allo scorso anno, l’Unicas superava sempre l’80%. L’anno scorso segnava 80,77%. Quest’anno per la prima volta, scende sotto tale soglia e registra il 79,93%. 

Un obiettivo che il rettore si era imposto prima di chiudere definitivamente il suo mandato e quindi oggi ha un buon motivo per festeggiare. Un obiettivo al quale Betta ha sempre creduto, anche negli anni più bui. Nel 2019 così parlò a Ciociaria Oggi: “Adesso l’ateneo ha 249 docenti. Ben 49 sono andati via con l’incentivo alla mobilità. Poi c’è il normale turnover che ha visto uscire 4 docenti nel 2018. E potremmo riassumerne 2. Grazie a questa forzosa riduzione nei prossimi anni, il famoso indicatore calcolato come rapporto tra spese del personale e entrate (Ffo più tasse) scenderà sotto l’80% e torneremo a essere virtuosi”.

Oggi, a distanza di tre anni, si gode il risultato e spiega: “Partiamo da un dato di fatto prettamente tecnico. La differenza tra 80,77% dello scorso anno e 79,93% di quest’anno non cambia chissà cosa. Ma vedere il nostro ateneo tra quelli virtuosi, con i parametri in regola, è una gran bella soddisfazione. Il fatto che questo risultato arrivi proprio sullo scadere del mio mandato, non può che farmi piacere. E’ una bella notizia per tutta la comunità accademica”.