L’autunno, la magia dei burattini e le belle tradizioni

OPINIONI – I cassinati da 88 anni sono cresciuti e continuano a crescere con Pulcinella e le altre maschere, divertiti dalla compagnia della famiglia Ferraiolo, titolari dell’omonimo Teatro. Una tradizione familiare che si tramanda da padre a figlio da oltre un secolo e mezzo. Oggi Cassino omaggia Adriano Ferraiolo con la cittadinanza onoraria. Ecco perché

Di anni ne sono passati un bel po’ da quel febbraio del 1883 quando venne pubblicato a Firenze “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, il libro per ragazzi del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, più conosciuto con lo pseudonimo di Collodi. Pinocchio, una marionetta animata, dal naso lungo del “bugiardo”, scolpita da Mastro Geppetto, che si considerava come suo padre. In una parte di quel libro, capolavoro mondiale che ha ispirato centinaia di edizioni, traduzioni in 260 lingue, rappresentazioni teatrali, televisive, cinematografiche, un capitoletto parla del fascino che esercita su Pinocchio il teatro dei burattini. Un fascino così forte da spingerlo a vendere, “lì su due piedi”, l’Abbecedario per “quattro soldi” ad uno scaltro rivenditore di panni usati. “E pensare che quel pover’uomo di Geppetto era rimasto a casa, a tremare dal freddo in maniche di camicia, per comprare l’Abbecedario al figliuolo”!

In compenso, però, il “monello” poté così assistere allo spettacolo del “Gran Teatro dei Burattini”, dal quale era stato attratto mentre, pur animato da buone intenzioni, con quel libro sotto il braccio “menava alla scuola: e strada facendo, fantasticava nel suo cervellino mille ragionamenti e mille castelli in aria uno più bello dell’altro”.

Oggi, anche se lo volessero, i bambini non potrebbero fare come Pinocchio. Se non altro perché vengono accompagnati dai genitori sino al portone d’ingresso della scuola e amorevolmente consegnati al personale scolastico. Ma il Teatro dei burattini, nonostante il passare degli anni, il mutare delle cose e delle condizioni di vita, mantiene intatto il suo fascino, ammalia e diverte ancora i nostri bambini. E – diciamola tutta -, anche i grandi (genitori e nonni) che, fieri, li accompagnano ad assistere allo spettacolo.

A Cassino siffatto spettacolo si ripropone ogni anno, all’inizio dell’autunno, da 88 anni. I cassinati sono cresciuti e continuano a crescere (i piccoli, e i grandi al seguito) con Pulcinella e le altre maschere, divertiti dalla compagnia della famiglia Ferraiolo, titolari dell’omonimo Teatro dei Burattini. Una tradizione familiare che si tramanda da padre a figlio da oltre un secolo e mezzo. Nata con Filippo e i suoi fantocci meccanici al Luna Park, intorno al 1860, continuata con Pasquale senior, che agli inizi del Novecento già lavorava nei convitti regi, nei teatri, nei ritrovi sportivi, nei seminari e nelle più rinomate località balneari, è giunta sino ad oggi, dopo varie vicissitudini.

La precisa scelta è stata ed è di far teatro con i burattini. Una vera e propria recitazione, attenta alla parola, con l’uso di copioni ispirati agli scritti dei drammaturghi napoletani, capace di attrarre un pubblico eterogeneo. La parte centrale è sempre il combattimento, con “mazzate” e “bastonate”, con Pulcinella che trionfa vittorioso sul cattivo, ottenendo come ricompensa il fidanzamento, cui seguono le nozze, con la ragazza di cui è innamorato, su di uno schema favolistico che comprende l’arresto, la confessione, o anche la discesa agli inferi.

Una famiglia, i Ferraiolo, testimone indiscusso a livello internazionale di tale arte che ha stretto un legame, antico e solido, anche con la nostra città. E’ in forza di tale legame che il Consiglio Comunale domani conferirà la cittadinanza onoraria al cavaliere

Adriano Ferraiolo, erede e custode dell’arte ultracentenaria della sua famiglia: del bisnonno, del nonno e del papà Francesco. Ha iniziato dall’età di sei anni il mestiere artistico del burattinaio che consiste non solo nel dar voce e vita ai burattini ma anche di crearli all’interno del suo laboratorio. Adriano Ferraiolo è un maestro burattinaio che da anni organizza incontri e corsi con alunni e studenti, anche universitari, per promuovere la diffusione di quest’arte, come la creazione di un burattino, e corsi di recitazione. Entusiasta del proprio lavoro, fatto anche di molti sacrifici, porta felicità e sorrisi in vari paesi d’Italia. Tra i quali c’è Cassino.

Il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del nostro Comune era stata già programmata lo scorso anno, per lo stesso periodo. Si dovette rinviare a causa del Covid. Ora che la situazione lo consente grazie ai vaccini, si potrà finalmente procedere. Questa la motivazione: “Al cavaliere Adriano Ferraiolo, prestigioso rappresentante della famiglia Ferraiolo, burattinai da cinque generazioni, la più antica d’Europa, per il suo impegno costante profuso nella salvaguardia e nella trasmissione della magia del teatro di figura con le sue maschere napoletane, vera eccellenza italiana”.

Dopo la consegna della Benemerenza, dalla sala “Restagno” ci si sposterà in piazza Labriola, per uno spettacolo dei Ferraiolo, con intorno il profumo diffuso delle caramelle croccanti. Per il dovuto omaggio ad una nobile tradizione il cui fascino si rinnova mentre annualmente si ripropone anche nella nostra città.. Per la delizia di grandi e piccini, appunto.