Ma è veramente necessaria la terza dose del vaccino?

RUBRICHE – L’approfondimento di Angelo Franchitto e le scelte attuate in Italia e all’Estero per combattere il Covid

<strong>Angelo Franchitto<br></strong>
Angelo Franchitto

Conoscere è il vero vaccino

Si è parlato tanto, ma adesso la terza dose del vaccino Covid in Italia è realtà. La nuova azione sanitaria nel nostro Paese è partita il 20 settembre con le prime somministrazioni di dosi addizionali (o booster) realizzate con vaccini a mRNA Pfizer e Moderna. Ma chi sono i primi a essere immunizzati con la terza dose? I primi a ricevere le dosi sono tutte quelle persone che fanno parte delle categorie maggiormente esposte o a maggior rischio di malattia grave da Sars-CoV-2/Covid-19. Questo è quanto deciso dal Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario Straordinario Covid-19, il generale Figliuolo.

Una scelta fatta a seguito del parere favorevole espresso dalla Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa e del Cts. Allo stesso tempo da parte del ministero della Salute si lavora su un confronto con i tecnici delle Regioni per la definizione della popolazione target. Dunque, una volta deciso che è bene procedere con la terza dose di vaccino, vanno di conseguenza aggiornati i sistemi informatici per avviare le somministrazioni su tutto il territorio nazionale. Per fare ciò vengono rese disponibili dosi addizionali di vaccino per garantire l’avvio delle somministrazioni. Questo è quello che il governo italiano sta realizzando per contrastare la pandemia sul nostro territorio.

Mentre, prima dell’Italia, già Israele ha scelto di dare la terza dose di vaccino ai suoi cittadini. Ma è veramente necessaria? Dovremmo farla tutti? Sicuramente, dai dati a disposizione, il Governo fa presente che ci sono molti vantaggi nel fare la terza dose. Dunque, a livello legislativo, il Ministro della salute promuove questo richiamo aggiuntivo.

D’altra parte abbiamo la pubblicazione scientifica da parte di studiosi che scrivono delle ricerche fatte e di cosa sappiamo del Sars-CoV-2/Covid-19 e delle sue varianti sulla rivista Lancet. Secondo i dati attualmente disponibili sull’efficacia del vaccino la terza dose non sembra essere necessaria al momento. Ma si tratta di dati che fotografano la situazione attuale, anche se non supportano la necessità di un nuovo richiamo per la popolazione generale, questo non significa che non avremo bisogno di fare un richiamo più avanti nel tempo. Si tratta comunque della conclusione di una revisione condotta da un gruppo internazionale di scienziati. Ricercatori fra cui anche esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità Oms e dell’Agenzia del farmaco americana Fda.

Gli autori spiegano in questo articolo che, la protezione ottenuta con le proprie due dosi, attualmente funziona anche contro la variante Delta di Sars-CoV-2. Dunque, le conclusioni riportate sull’articolo affermano che l’efficacia dei vaccini Covid-19 è tale da non richiedere in questo momento dosi vaccinali di richiamo per tutti.

Quanto riportato dai ricercatori è frutto di analisi e di evidenze prodotte da studi randomizzati controllati e da studi osservazionali pubblicati su riviste peer-reviewed e piattaforme pre-print. Una raccolta di materiali che dimostra come, in media, la vaccinazione anti-Covid manifesti tra le persone un’efficacia del 95% contro la malattia grave.

Una percentuale che non si abbassa sia nei casi prodotti dalla variante Delta sia in quelli da variante Alfa del coronavirus pandemico. Inoltre si registra anche un’efficacia superiore all’80% per cui la doppia dose proteggere contro qualsiasi infezione associata a queste varianti. Insomma, con due dosi di vaccino siamo ben coperti ancora per un po’. Infatti questo è anche il motivo per cui si è posticipata la scadenza del green pass da nove a dodici mesi. Sicuramente, la popolazione vaccinata ha una condizione di vantaggio nel prevenire e combattere la malattia rispetto alla parte di popolazione non vaccinata.

Si tratta di una condizione valida per tutti i tipi di vaccino che sono stati utilizzati per la campagna vaccinale e contro tutte le varianti prese in considerazione, come l’alfa e la delta. Dunque fare il vaccino è efficace sempre e l’immunizzazione risulta maggiore contro la malattia grave rispetto a forme lievi. Anche se rispetto alla protezione fornita contro la patologia grave i vaccini appaiano meno efficaci nell’evitare infezioni asintomatiche o trasmissione del contagio, vero è, come precisato da scienziati e ricercatori, anche nelle popolazioni con un’elevata copertura vaccinale, la minoranza non vaccinata è ancora il principale fattore di trasmissione. Ma non solo, infatti, sono soprattutto i non vaccinati a essere essi stessi a maggior rischio di malattia grave.

Ad oggi, in Italia la terza dose o addizionale del vaccino anti-Covid viene somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose. Per addizionale si intende una dose in aggiunta a completamento del ciclo vaccinale primario, con l’obiettivo raggiungere di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. Si parte dai pazienti trapiantati. Tenendo presente le indicazioni fornite dalla commissione tecnico scientifica di AIFA, è possibile utilizzare come dose addizionale uno qualsiasi dei due vaccini a m-RNA autorizzati in Italia. Cioè si vaccina con Comirnaty di BioNTech/Pfizer nei soggetti di età uguale o superiore ai 12 anni e Spikevax di Moderna nei soggetti dai 18 anni in poi.