La crisi Stellantis, la movida violenta e quelle polemicucce da cortile

OPINIONI – Il professor Mario Costa analizza i fatti della settimana e bacchetta i cultori della politica negativa che tendono strumentalmente a rappresentare la realtà di Cassino come la peggiore possibile

<strong>Mario Costa</strong>
Mario Costa

Già vicesindaco di Cassino

Il sindaco di Cassino Enzo Salera

Dal “santino” elettorale, che una candidata, forse per la prima volta, al consiglio comunale in rinnovo nella tornata di ottobre prossimo si sta premurando di diffondere tra i pochi elettori in un paesino di montagna ridottosi per effetto dello spopolamento a 360 abitanti o giù di lì, qual è Terelle, dove ci si conosce tutti come in un condominio, ebbene, da quel non necessario “santino” arriva, stampata in bella evidenza, una massima limpida come acqua di ruscello di montagna. E’ la seguente: “Ricordiamoci che si può fare il bene del proprio paese, se si vuole, sia da vincitori che da vinti”. Che bella massima!

La candidata in questione dà l’impressione di una che ha preso sul serio la cosa e, se eletta, probabilmente terrà fede all’impegno e metterà in campo tutte le energie di cui dispone per l’esclusivo bene del proprio paese. Naturalmente, se non si monterà la testa, ci permettiamo di aggiungere.

Ci viene subito da rilevare che è, questa della candidata alle prime armi, una visione positiva dell’impegno politico e del ruolo che si andrà — se si andrà — a ricoprire , “da vincitori o da vinti” dovrebbe importare solo fino ad un certo punto.

A tale visione positiva della politica, se ne contrappone però una negativa. Quella cioè che tende sempre a tirar fuori, a far emergere, a mostrare gli aspetti, gli angoli brutti di una realtà. Sia riferita alle cose che alle persone, cominciando dagli stessi colleghi impegnati in politica in vari modi e a vari titoli.

La nostra Cassino non ne è immune, purtroppo. Occorre ricordare però che non sempre ci si può permettere il “lusso” di derogare dal compito primario affidatoci dall’elettorato e che il ruolo impone. Ci sono momenti nella vita di una comunità che richiedono il massimo di serietà, di coerenza e di unità. Momenti nei quali bisogna bandire la propaganda spicciola e inconcludente. Sono quei momenti particolari che, come sta avvenendo a livello nazionale, reclamano la “politica positiva”, di chi si pone davanti alle questioni, ai problemi, con lo spirito giusto di dare il proprio costruttivo contributo.

Siamo giunti al punto. Davanti alla drammatica crisi di Stellantis (quanto lontani sono i tempi in cui da queste parti c’era “mamma Fiat”!) non ci può essere spazio in questo momento per polemicucce da cortile, tanto care a taluni, riguardanti presunte primogeniture o puerili rivendicazioni circa meriti (?) riguardo alla convocazione della Consulta dei Sindaci. Insomma tra chi sarebbe più sensibile di altri in una situazione occupazionale sempre più precaria, rispetto all’ansia per il proprio futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

E’ il momento invece della politica positiva: bisogna essere uniti, al di là delle appartenenze ( e al di là di quello che ci gira per la capoccia) “in una battaglia tanto difficile quanto doverosa”, per riprendere le parole del sindaco Salera.

Chi ancora non l’avesse fatto è chiamato a prendere consapevolezza della drammaticità del momento che sta attraversando il settore dell’automotive e del suo indotto, per regolarsi di conseguenza. Stiamo alla sostanza: la riunione della Consulta, allargata ai sindacati, ai politici ai vari livelli, regionali e nazionale, alle associazioni imprenditoriali era un fatto obbligato, un imperativo categorico per affrontare un problema di cui, senza indugi, si dovrà occupare il governo Draghi con i Francesi.

La Consulta si riunirà il 23 prossimo, alle ore 16, indipendentemente dal peso che, per quelli che ne hanno coscienza, potrà avere la volontà di tale organismo rispetto alle logiche aziendali e alle strategie finanziarie dei nuovi padroni dello stabilimento di Piedimonte San Germano.

Qualche altra cosa (comunque assolutamente irrilevante rispetto all’enorme problema di cui sopra, ma che rientra nella visione della “politica negativa”) ha colpito l’immagine di questa nostra città nei giorni scorsi, maldestramente utilizzata senza timidezza a fini di bassa battaglia politica. Ci riferiamo all’amplificazione attribuita ad un episodio, qual è stato il pestaggio di un ragazzo nella tarda notte della movida, su cui stanno cercando di far luce le forze dell’ordine. E’ uno di quegli episodi, peraltro impossibili da cancellare dalla logica delle cose. Che dei ragazzi si picchino o che qualcuno esca malconcio da qualche rissa lì è talvolta capitato.

Però, quasi quasi riversare la colpa sul sindaco per l’assenza di plotoni di carabinieri e poliziotti, di vigili urbani quanto non anche di militari dell’esercito di stanza nella locale caserma “Roma” di zona della Selvotta, ci pare una poco equilibrata forzatura. I cultori della politica negativa tendono invece strumentalmente a rappresentare la realtà di Cassino come la peggiore possibile rispetto ad altre, dove è pericoloso anche avvicinarsi. Lo fanno con la tranquilla incoscienza di quelli cui è assai caro il “tanto peggio, tanto meglio”. Molto meno l’immagine e la vita della loro città.