Stellantis e non solo, l’allarme di Uliano: “Numeri che fanno tremare i polsi”

ECONOMIA – Il segretario nazionale della Fim-Cisl: “Il dramma sociale è già realtà. Nel mese di settembre la quasi totalità degli stabilimenti di assemblaggio di Fca sta subendo uno stop tra l’80% e il 90% della produzione”

Fernando Uliano

“Quello dell’automotive è un settore industriale che nel nostro Paese conta oltre 278mila addetti e 5.500 imprese, fattura 106 miliardi di euro l’anno e vale il 6,2% del PIL. Le implicazioni che questo settore ha in altri comparti (commerciale, trasporti…) si stima impattino su oltre 1 milione di addetti”.

A parlare è il segretario nazionale della Fim-Cisl, Fernando Uliano, che evidenzia come oggi il dramma sociale sia già realtà. Spiega Uliano: “Si registrano numeri che fanno tremare i polsi per chi come noi si occupa quotidianamente di lavoro. La situazione è veramente pesante e grave.  E la gravità sta anche nei fatti delle ultime ore, che stanno determinando una situazione drammatica per molti lavoratori. La carenza dei semiconduttori ha determinato un fermo totale delle produzioni finali di Stellantis in Italia. Dopo le ferie non c’è stata, di fatto, alcuna ripartenza: nel mese di settembre la quasi totalità degli stabilimenti di assemblaggio sta subendo uno stop tra l’80% e il 90% della produzione.

La situazione che si è determinata sulla carenza dei semiconduttori deve interrogarci e spingerci a ripensare le scelte fatte nel passato: delocalizzazioni e  concentrazione di alcuni particolari della filiera produttiva in primis”.

Prosegue il sindacalista: “È notizia di l’altro ieri che il gruppo Stellantis ha comunicato per lo stabilimento Sevel la riduzione dei turni da 18 a 15. Ciò comporta un impatto occupazionale di circa 950 unità con ripercussioni anche sull’occupazione dei somministrati. Come Fim-Cisl, non condividiamo la scelta del Gruppo di procedere ad una riduzione della capacità produttiva. Quei lavoratori per noi sono lavoratori di Stellantis e non possono subire il costo di una crisi temporanea delle forniture.

La cassa integrazione ordinaria è lo strumento che abbiamo a disposizione per questi casi: la si utilizzi. Per quanto ci riguarda, ci siamo attivati verso le altre oo.ss. per organizzare nei prossimi giorni iniziative di protesta a difesa dell’occupazione e delle prospettive dello stabilimento. Purtroppo, questa situazione di fermo delle produzioni negli stabilimenti di Stellantis ricadrà su tutte le realtà della fornitura della componentistica, sia interne che esterne al gruppo”.

Quindi il leader dei metalmeccanici della Cisl spiega: “Ci aspettiamo una immediata convocazione del governo del tavolo di Stellantis presso il Mise. Parallelamente, pensiamo che il Presidente del Consiglio Mario Draghi debba intervenire direttamente sull’azienda, perché anche il Governo Italiano deve far pesare gli interessi del nostro Paese nel gruppo e, soprattutto, dare risposte concrete alle preoccupazioni che in questi giorni emergono con più forza negli stabilimenti italiani e che come Fim-Cisl abbiamo rappresentato e sollevato pubblicamente”.

Conclude Uliano: “È indispensabile riprendere il confronto sul versante complessivo del gruppo per la verifica puntuale degli investimenti già deliberati che devono andare a compimento, ma è necessario anche avere garanzie sui futuri investimenti che dovranno riguardare ogni realtà produttiva, ente di servizio e ricerca di Stellantis in Italia. Abbiamo ottenuto due risultati importanti e di prospettiva negli ultimi mesi: la piattaforma medium elettrica a Melfi con le quattro auto e la Gigafactory a Termoli, ma servono altri investimenti e piani industriali in grado di saturare di lavoro gli impianti”.