Green pass e terza dose, l’autunno caldo del Governo

RUBRICHE – Dal 27 settembre o dal 4 ottobre potrebbe entrare in vigore l’obbligatorietà del certificato verde in tanti altri settori oltre quelli già stabiliti. Il 31 dicembre termina lo stato di emergenza: tutti gli scenari nel consueto approfondimento di Angelo Franchitto

<strong>Angelo Franchitto<br></strong>
Angelo Franchitto

Conoscere è il vero vaccino

Il green pass obbligatorio è un passo sempre più necessario. Già in vigore per i dipendenti pubblici e i lavoratori dei settori dove previsto, mentre per i clienti entrerà in vigore ai primi di ottobre. Dunque, la strada è segnata, ma restano le divisioni interne alla maggioranza di governo.

Dopo la cabina di regia convocata dal presidente del Consiglio Mario Draghi, sarà conseguenze l’approvazione del decreto. Con la nuova direttiva che disciplina l’utilizzo del green pass in Italia, bisognerà attendere che siano trascorsi almeno 15 giorni per dare a chi non è vaccinato la possibilità di sottoporsi alla prima dose.

Questa sarà condizione indispensabile per ottenere la necessaria certificazione verde. Si tratta di una misura per la quale; ristoratori, gestori di palestre e piscine, addetti ai trasporti a lunga percorrenza sono i primi a doversi mettere in regola con il pass. Certamente, anche i dipendenti della pubblica amministrazione rientrano tra i primi a doversi mettere subito in regola. Intanto viene avviata la procedura per lla somministrazione della terza dose.

Come spiegato dal ministro Speranza, va alle persone fragili. Intanto c’è da pensare che il 31 dicembre scadrà lo stato di emergenza. Tre mesi decisivi per ripartire in sicurezza. In vista della data fatidica, si riunisce la cabina di regia che prevede l’incontro di Draghi con i capi delegazione dei partiti per parlare di green pass. Ma l’incontro sarà allargato anche al Cts. A seguire, non mancherà il confronto con le Regioni e il Consiglio dei ministri per il via libera al decreto. Resta il tema politico in merito all’atteggiamento della Lega sull’obbligo vaccinale.

Salvini è per il no, mentre sul green pass i ministri leghisti potrebbero invece dare il loro consenso, come già accaduto per i precedenti decreti sul certificato verde. Ad oggi, il ministro della Salute Roberto Speranza lavora in sintonia con il titolare alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta per rendere obbligatorio il certificato di immunità per tutti i dipendenti pubblici. Dati alla mano, il 10 per cento di essi risulta non vaccinato. Se il provvedimento viene preso in tempi brevi, potrebbe entrare in vigore già il 27 settembre o al più tardi il 4 ottobre.

Su questo tema, il ministro Brunetta è certo che il green pass si possa rivelare una patente di libertà. Proprio per questo suo pensiero, il ministro è per estendere il green pass a tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato. Salvini continua a opporsi, ma intanto concede di fare un ragionamento solo su chi ha contatto con il pubblico. Importanti sono anche gli incontri tra sindacati e imprese per cercare un’intesa sulle regole del green pass nel mondo del lavoro. Le date in ballo per dare il via a questo nuovo documento verde sono le stesse dei dipendenti pubblici, 27 settembre o 4 ottobre.

Intanto, il ministro Orlando parla di questa nuova esperienza come necessaria per evitare di dover tornare a chiusure, a lockdown, a fermi delle attività produttive e sociali. Ad oggi tutti i partiti sono d’accordo ad eccezione della Lega. Ma è certa l’importanza dell’estensione del green pass per i lavoratori in tutti questi settori per i quali il Qr code è stato già imposto. Per esempio per bar e ristoranti al chiuso, piscine e palestre, treni, navi, aerei. Sempre aperto è il dibattito sull’introduzione del green pass per autobus, tram e metropolitane. Un settore che presenta importanti difficoltà logistiche, anche per la difficoltà di effettuare i controlli. Il primo ministro Mario Draghi è deciso a imitare l’obbligo agli universitari.

Ma la questione potrebbe tornare sul tavolo della cabina di regia. Intanto la campagna vaccinale va sempre più verso l’accettazione della terza dose. Secondo la road map del ministro Speranza, entro la fine del mese di settembre, anche l’Italia partirà con la somministrazione della terza dose alle persone molto fragili, che hanno sviluppato una risposta immunitaria troppo bassa o che stanno combattendo con alcune tipologie di tumori.

A seguire si passerà a vaccinare gli anziani delle Rsa, gli ultraottantenni ed il personale sanitario. A conti fatti, le scorte presenti nel nostro Paese, più quelle in arrivo nel corso del mese di Settembre, sono sufficienti per coprire le categorie sopra indicate. Al tempo stesso nessuna decisione è stata ancora presa a riguardo dell’obbligo vaccinale. Ma Draghi traccia la rotta e Speranza ha già confermato che l’obbligo vaccinale è per l’Italia un’opportunità che il governo può intraprendere. Una decisione che viene fatta anche in base all’articolo 32 della Costituzione. Secondo l’articolo in questione, la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Inoltre essa garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Per questo motivo, se a metà ottobre i numeri delle vaccinazioni non saranno soddisfacenti, potrebbe partire l’iter per l’obbligo vaccinale er medici e infermieri. Sono diversi gli indicatori su cui puntare l’attenzione. Ma, ad ogni modo, l’obiettivo rimane quello sempre dichiarato per cui è importante impedire nuove chiusure.