DH oncologico a Cassino: oltre le chiacchiere il nulla

IL FATTO – Carmine Di Mambro: “Una sanità pubblica di qualità non deve nascondersi dietro la scusa del Covid perchè più di 500 persone muoiono ogni giorno per colpa del mostro”

di Carmine Di Mambro

“Sono passati quasi tre anni dalla mia proposta di apertura di un DH oncologico presso il ‘Santa Scolastica’ di Cassino. C’è stato l’ok da parte di Zingaretti e la sua giunta, ma ad oggi, nulla di concreto è stato fatto, nonostante ci sia una relazione dell’assessore D’amato che ha dato parere positivo all’apertura del reparto”.


Carmine Di Mambro torna alla carica nei confronti della Regione Lazio e del presidente Nicola Zingaretti.
“Questa è una battaglia di civiltà, come per il Registro Tumori, e non può e non deve avere colore politico a prescindere da chi l’abbia iniziata. Dopo oltre due anni dall’ultima risposta all’interrogazione in Consiglio Regionale del Lazio, il punto riguardante l’apertura di un DH Oncologico presso l’ospedale di Cassino, non si vede ancora la luce e la cosa più triste è che le persone continuano ad ammalarsi di cancro facendo viaggi della speranza o ancora peggio, come è successo di nuovo in questi giorni, persone che non sono riuscite a fare la loro seduta giornaliera per diversi motivi.

Alla luce di quello che sta succedendo in questi ultimi anni sul nostro territorio, soprattutto dal punto di vista ambientale, un reparto di somministrazione giornaliera delle cure oncologiche diventa vitale per tante persone, malati e familiari, molto più di quanto si possa pensare.

Fino a quando non verrà applicata una vera politica di prevenzione, siamo costretti a mettere riparo alle disastrose situazioni ambientali con reparti specialistici.
Parliamo di un territorio con più di 140mila utenti, dove le neoplasie sono, purtroppo, molto diffuse e presenti in tante famiglie; del resto la maggior parte di coloro che usufruiscono di servizio oncologici provengono dal Cassinate.
Il Covid in questo anno e mezzo ha portato ad un rallentamento burocratico ed assistenziale da parte dell’Asl nei confronti dei malati ma non ha rallentato le malattie oncologiche che in molti casi hanno trovato terreno fertile e mietuto vittime.

Dopo anni passati come degente in ospedali romani, ho ritenuto opportuno iniziare questa battaglia di civiltà nei confronti di migliaia di malati oncologici di questo territorio, perché è proprio vivendole di persona certe dinamiche si capisce il problema.
Ho conosciuto tante persone che hanno avuto difficoltà a svolgere la seduta giornaliera di chemioterapia o di radioterapia, e questo è devastante per una persona che deve giornalmente combattere con il mostro.


Sedute saltate per problemi fisici, perché non potevano affrontare il viaggio per Sora o Roma, o ancora peggio per problemi economici, non potendo pagare nemmeno il biglietto del treno o bus.

Due anni fa la discussione in consiglio regionale e la comunicazione di avvio dell’iter per l’apertura del reparto DH oncologico nell’ospedale ‘Santa Scolastica’ di Cassino;l. Ad oggi ancora nulla, una sanità pubblica di qualità non si deve nascondere dietro la scusa del Covid-19, perché più di 500 persone muoiono ogni giorno per colpa del mostro”.