Quei politici in cerca di visibilità, sulla scia di cattivi maestri

OPINIONI – Il fesso rancore di inconsapevoli rancorosi, forse in astinenza da altrui salamelecchi. La sferzata del prof. Mario Costa

Mario Costa

La incosciente disinvoltura con la quale qualcuno del variegato schieramento del centrodestra locale, in affannosa ricerca di individuale visibilità, sulla scia di cattivi maestri, ha ripreso a pronunciare con pappagallesca frequenza le parole “Amministrazione rancorosa, Sindaco rancoroso”, allo scopo (non solo) di fare sterile polemica con chi è stato chiamato ad amministrare la nostra città, a questo punto richiede un momento di salutare riflessione.

Diciamo subito che si tratta di brutte espressioni. Anzitutto perché richiamano un sentire negativo, per tanti aspetti finanche inquietante. Non giovano a nessuno, men che meno a chi ne fa uso, peraltro a sproposito. Sono espressioni che dovrebbero essere supportate da sostanziose ragioni, che nel caso in questione non hanno, infatti, proprio ragion d’essere. Il rancore, da cui l’aggettivo rancoroso, è un risentimento, un’avversione profonda, tenacemente covata nell’animo. La persona rancorosa non riesce a perdonare (atto di forza non di debolezza, il perdono) e per questo non fa che alimentare il proprio risentimento, ricordando costantemente a se stessa il peso dell’offesa o del danno subito. E’ dominata da tale sentimento negativo, un misto di rabbia e desiderio di rivalsa che prova come conseguenza di un’offesa, torto o frustrazione subita, sia essa reale o immaginaria.

Orbene, Salera e i suoi, tutto possono provare nei confronti degli esponenti del campo politico avverso, tranne il rancore, il risentimento per un torto ricevuto. I maggiorenti (o i presunti tali) dello schieramento avversario gli hanno fatto il regalo di mandare a casa anzitempo il povero Carlo Maria D’Alessandro, uno che, a quanto abbiamo sentito dire, s’incazzava troppo facilmente, come capita di solito alle persone che vogliono fare le cose per bene e si trovano tra i piedi quelli che non sono in condizione di farle o non sono particolarmente votati ad amministrare pensando all’onore.

Poi hanno completato l’opera con la scelta di candidare a sindaco chi non aveva molto credito, spianando così la strada – meno male – a chi ora ce la sta mettendo tutta per riportare un po’ di ordine, di efficienza, di correttezza e di buona amministrazione nella città martire. Facendo bene attenzione, come detto in altra occasione, a “tenere i mercanti fuori dal tempio”. Altro che dispensatori di torti o di offese! Costoro sono dei benefattori, meritevoli di riconoscenza, che vanno ringraziati. Come si potrebbe provare rancore nei loro confronti? Siamo seri. E chi fa una certa fatica, ci metta un po’ di buona volontà e si sforzi di esserlo. Ne troverà giovamento.

A meno che, nel nostro caso, non ci troviamo di fronte a quella che viene chiamata “proiezione psichica”, una delle difese psicologiche più importanti a cui l’individuo ricorre per autoproteggersi. Attraverso questo processo, l’individuo sposta da sé verso l’esterno il proprio sentire che non riconosce o rifiuta, attribuendolo ad altri. Insomma ci si trova a provare ostilità ed irritazione per un comportamento altrui, quando in realtà stiamo osservando qualcosa che appartiene prima di tutto a noi stessi. Attenzione, dunque, al “rancoroso”!

Vogliamo credere che non sia il caso nostro e che, alla fin fine, per taluni cultori della ben nota politica della “pacca sulla spalla” tutto vada ricondotto ad una banale sofferenza per carenza di salamelecchi. Glieli farebbe mancare chi oggi, anche grazie a loro, conta un po’ più di loro nell’amministrazione della città. Con qualche salamelecco si potrebbe forse rimediare facilmente. Purtroppo tra le qualità(?), che ad Enzo Salera pure non mancano, pare che questa non ci sia. Lui, il salamelecco, che il vocabolario Devoto-Oli definisce “saluto o inchino affettatamente cerimonioso e per lo più insincero” non riesce proprio a dispensarlo.

Un bel problema esistenziale per chi avverte il bisogno di essere “salameccato”.