Sora, Giuseppe Ruggeri è il candidato sindaco del centrodestra

COMUNALI – E’ sostenuto da Lega, FdI, Forza Italia e alcune liste civiche. “Sono un professionista che ha scelto di dare la propria disponibilità a chi un giorno ha lanciato una sfida: guidare la città volsca verso la rinascita”

Una sfida raccolta per accompagnare la città di Sora verso la rinascita, con una squadra di governo che sia capace di amministrare e con il ruolo centrale della politica che sia in grado di riportare Sora ad avere il giusto peso politico, culturale e amministrativo. È questo lo spirito con cui il dottor Giuseppe Ruggeri ha accolto la proposta di candidatura a sindaco con il sostegno della coalizione formata dai partiti del centrodestra, dai gruppi civici e dal mondo dell’associazionismo.

 “Sono assolutamente onorato e lusingato che una coalizione intera, quella rappresentata dai partiti di centrodestra e dalle realtà civiche, senza dissidio ma con un sano confronto, a volte vivace, vero ma sempre fruttuoso, abbia avuto attenzione e considerazione per me. È per questo che ripagarle sarà prioritario.

L’unità è sicuramente una marcia in più dal punto di vista politico. Essere riuscito a unire le varie anime che formeranno lo schieramento a sostegno della mia candidatura a sindaco di Sora è un grande motivo di orgoglio.

La coalizione mi ha chiesto una sola cosa: garantire la buona amministrazione, cioè il corretto esercizio del ruolo, nessun altro tipo di impegno, soltanto quello di costruire una squadra che sia all’altezza di amministrare bene. Una squadra al servizio del cittadino e mai ostativa.

A tal proposito è necessario superare la fase della piattaforma civica e restituire un’identità politica e un ruolo politico alla nostra Sora, superando così l’isolamento politico e amministrativo, ricostruendo la filiera con gli apparati sovracomunali, creando un contatto diretto e fruttuoso tra la città e gli enti provinciali, regionali e nazionali, che verranno agevolati dai forti legami politici che già esistono.

 Ho sempre pensato che nella vita bisogna saper rischiare, esporsi, osare, senza però perdere di vista l’impegno e la responsabilità che il ruolo di candidato sindaco impone. Ho deciso di mettermi al servizio dei cittadini sorani. Sono sorano, ritengo di conoscere abbastanza la mia città, dal centro fino all’ultima delle sue periferie, con tutte le sue problematiche. Ho alle spalle anche un’esperienza amministrativa, sia come consigliere comunale sia come primo presidente del Consiglio di Amministrazione della Farmacia Spa.

Una città come Sora presenta quotidianamente problemi che possono essere risolti. Questo è possibile se in campo scendono persone che, con esperienze variegate, sono capaci di dare risposte al passo con i tempi e con le esigenze dei cittadini; persone che già stanno lavorando su idee e progetti finalizzati a dare soluzioni adeguate e risposte concrete.

Il mio, come quello di tutti noi, è solo spirito di servizio per la città. Mi metto e ci mettiamo a disposizione della comunità tutta: dei più deboli, degli anziani, di chi non ha voce, dei giovani che non vedono un futuro. Lo facciamo coinvolgendo molte realtà provenienti dai partiti, dal mondo civico e dall’associazionismo, perché crediamo che la collaborazione e il gioco di squadra siano la forza motrice per una buona amministrazione.

Presentiamo la voglia di cambiamento per restituire alla nostra città orgoglio, dignità ed efficienza, non potrebbe essere un giorno migliore. Vogliamo, tutti insieme, fare di Sora una città forte, rispettata e importante per tutto il territorio. Vogliamo che torni ad avere il ruolo, l’orgoglio, la visione e la serietà che merita. Non è vero che Sora non è governabile, lo è eccome. Ma perché ciò accada c’è bisogno di onestà e competenza, che non mancano al gruppo di candidati che mi aiuteranno in questa avventura. 

La nostra è una città complessa, particolare, piena di intrecci familiari e personali che mi hanno sempre affiancato nel mio cammino. Non userò in questa campagna elettorale parole belligeranti nei confronti degli avversari che per me non sono nemici ma colleghi. Ne avrò rispetto e considerazione, come è giusto che sia. Occorre riportare pace in una città tormentata: a Sora non fanno bene dissidio e pregiudizio.

Riportare tranquillità e serenità deve essere un nostro obbligo morale e questo possiamo farlo solo stando al servizio del nostro “popolo” che sempre sarà… sovrano.

Sono un semplice cittadino, un professionista che ha scelto di dare la propria disponibilità a chi un giorno ha lanciato una sfida: guidare la città volsca verso la rinascita. Una rinascita culturale, economica, sociale. Ho a lungo pensato a cosa avrei potuto offrire alla città.

Il valore dell’impegno civico mi ha spinto a raccogliere la sfida perché credo fermamente sulle straordinarie potenzialità di questo territorio che ha bisogno di innovazione e competenza per delineare un nuovo orizzonte, fatto di buona qualità della vita: che significa creare lavoro, pianificare spazi per i giovani, offrire servizi per le fasce più deboli, rispettare l’ambiente, porre al centro la cultura come motore di rinascita.

Mai ho pensato di farcela da solo. Il piano di innovazione e sviluppo su cui si fonda il mio progetto impone, per il suo successo, una partecipazione corale di tutti i cittadini. “Ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino” recita un antico detto africano.  Un grande progetto, costruire una città che scali le vette della classifica rispetto al benessere dei suoi cittadini, richiede onestà ed impegno da parte di tutti.

La realizzazione di un grande progetto non significa solo raccogliere consensi ma raccogliere l’impegno a lavorare insieme, creando un amalgama che faccia bene alla città e basandosi su due principi per me fondamentali: amore per la Sora e collaborazione.

C’è consapevolezza che la sfida è davvero grande. Ho detto sì perché desidero fortemente dare ai nostri figli una città che sia per loro opportunità di crescita culturale e professionale, che li ascolti e non li tradisca, dove ogni giovane senta addosso l’orgoglio di essere sorano perché esserlo significa pensare ad un futuro prosperoso per Sora, fatto non di provincialismo ma di orizzonti lontani.

Sta per iniziare, o meglio è già cominciata, una campagna elettorale che coinciderà con un momento molto delicato: quello della tanto auspicata ripartenza e, vivendo un’esperienza umana straordinaria, vedo tanto entusiasmo intorno al nostro progetto. Questo ci fa lavorare ancora meglio, all’insegna dell’emozione per una campagna elettorale in tempi anomali, giocata tutta d’estate e a ritmi molto serrati.

 La questione più urgente da affrontare è, infatti, la ripartenza, intesa soprattutto come ripartenza economica, come nuovo slancio al lavoro attraverso progetti fattibili su turismo, cultura, commercio ed artigianato.

In quest’ottica si dovranno portare a termine i lavori in corso su diversi progetti urbanistici e inaugurare nuovi punti di riferimento per la cittadinanza; si dovrà potenziare la “Sora dei quartieri” con distretti culturali diffusi per avere ancora di più un contatto diretto con le realtà cittadine; dovranno essere aumentati ed implementati i servizi al cittadino, sfruttando tecnologie innovative, per un Ente che sia al passo con i tempi;

Una città pulita, sicura ed efficiente la vogliono tanto i cittadini quanto le persone che vengono a Sora per lavoro, per commercio o semplicemente per turismo. Sora dovrà essere una città illuminata dal centro alla periferia, sicura e presidiata. Si miglioreranno la pulizia e la cura del verde pubblico con una particolare attenzione alle vie di ingresso alla città, indiscusso biglietto da visita, che vanno rese accoglienti ed invitanti. Tolleranza zero verso il degrado e i gesti di inciviltà.