E ora già si parla della variante “Delta Plus”. L’importanza dei vaccini

RUBRICHE – Le mutazioni del virus e tutto quello che c’è da sapere. Ecco perchè è possibile un ulteriore richiamo. L’approfondimento a cura di Angelo Franchitto

<strong>Angelo Franchitto<br></strong>
Angelo Franchitto

Conoscere è il vero vaccino

La vaccinazione è importante per proteggere soprattutto dalla temuta variante Delta del Sars-CoV-2. Infatti, questa mutazione del coronavirus sta prendendo il posto della variante inglese, la quale aveva già preso il posto del ceppo originale. Questo si sta verificando nel Regno Unito, ma anche in Brasile, Sud America e altri paesi del mondo. Dunque, anche l’Italia si sta preparando a questo inevitabile destino.

Fortunatamente il Comitato tecnico scientifico ci rassicura sul fatto che c’è copertura per i vaccinati, soprattutto dopo la seconda dose. Quindi, tutti i vaccini approvati sono sicuri e servono a proteggere noi e chi ci sta accanto. Lo afferma l’Istituto superiore di sanità, che lo scrive sul proprio sito, in conferma anche di quanto già asserito dall’Ema.

Sempre per quanto riguarda l’impatto delle varianti sull’efficacia delle vaccinazioni anti-Covid, l’Istituto Superiore di Sanità vuole che tutti i cittadini facciano il vaccino, sia i più anziani, che sono più a rischio di conseguenze cliniche gravi, sia i più giovani, che sono coloro che si spostano di più, che vogliono viaggiare per le vacanze e che in autunno dovranno tornare a scuola.

Per questo è importantissimo capire l’importanza di portare a termine il ciclo vaccinale. Soprattutto non bisogna sponsorizzare un vaccino piuttosto che un altro. Da Pfizer-BioNTech a Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson, tutti sono protettivi nei confronti di tutte le varianti che destano preoccupazione.

Mentre diminuisce l’efficacia del vaccino così come si era evidenziata dopo la prima dose. Questo significa che una sola dose non è sufficiente a proteggere contro la temutissima variante Delta. Ovviamente Johnson&Johnson è, e resta, l’unico vaccino monodose. Per tutti gli altri, bisogna fare il richiamo.

Ma, l’Iss  parla anche dei farmaci in uso e in sperimentazione, grazie ai quali avremo un’arma in più contro il Coronavirus e, soprattutto potrebbero aiutare a ridurre il numero di anni per cui tutta la popolazione è chiamata a una vaccinazione di massa. Però, al momento, gli esperti non hanno ancora evidenze definitive in merito agli effetti di questi medicinali, alla loro efficacia, né se sono in grado di contenere e contrastare le varianti.

Tuttavia, abbiamo alcuni articoli preliminari che indicano come alcuni anticorpi monoclonali attualmente in sviluppo potrebbero perdere efficacia se usati singolarmente. Mentre continua a risultare funzionale i mix di due anticorpi. Anche queste informazioni sono utili per motivare le persone a proseguire con la vaccinazione e a credere nel successivo della scienza e della ricerca in campo medico.

Detto ciò, il vaccino resta l’unico nostro alleato contro la variante oggi più pericolosa, in crescita in Italia come in tutta Europa è destinata a diventare presto dominante. Per fare qualche esempio, solo in Italia, l’incidenza della variante Delta al 22 giugno era del 22,7%. Ma parliamo di una distribuzione del virus molto irregolare sul territorio nazionale, che viene identificato in ben sedici Regioni. In ogni territorio il range varia però tra lo 0 e il 70,6%. Dunque parliamo di una presenza a macchie che si allargano in modo non uniforme.

Ma se la vaccinazione è efficace con la doppia dose di uno stesso vaccino, la stessa cosa vale anche per il mix? Secondo quanto studiato dall’Ema, storicamente i medici hanno già provato che la vaccinazione eterologa è efficace e ha una solida base scientifica.

Anche se l’Ema non è attualmente ancora in grado di dare una raccomandazione definitiva sull’uso di due vaccini diversi, esistono però studi preliminari condotti in Germania e Spagna che indicano come non ci sono rischi per la sicurezza e che tale vaccinazione è efficace anche contro la variante Delta.

Purtroppo, il virus continua a circolare anche in estate. Persino gli Europei, quest’anno itineranti, hanno visto stadi in tutta Europa con un numero variabile di spettatori. In alcuni casi è prevalsa l’attenzione a tutelare la salute pubblica mantenendo un numero limitato di tifosi, in altri casi si è aperto lo stadio a grandi numeri di ospiti. Poi c’è stata la festa per la vittoria della nostra nazionale. Tanta gente in strada e poche mascherine. Gli esperti ci chiedono di essere ancora cauti e di non cercare un “liberi tutti” ad oggi costo.

Infatti, oltre alla variante Delta, già si parla della variante Delta plus. Si tratta della Delta con un’ulteriore mutazione nella proteina spike. Certamente anche questa nuova versione del virus va tenuta sotto controllo. Possono esserci nuove raccomandazioni legate ai vaccini? Sicuramente si. Se a cambiare è la particella Spike, sicuramente, un’eventuale ed ulteriore dose di richiamo sarà sempre più consigliata e necessaria.

Così, l’agenzia del farmaco è già in contatto con i produttori di vaccini per discutere il potenziale utilizzo di una dose di richiamo. Soprattutto bisogna badare a raggiungere un miglior tempismo e una migliore strategia. Tuttavia, In questa fase, non è chiaro se saranno necessarie dosi di richiamo. I vaccini attualmente disponibili mantengano la loro protezione.