Automotive, Uliano: “Non è più tempo di fare cerimonie”

ECONOMIA – Al Mise torna a riunirsi il tavolo con Governo e sindacati. La Fim-Cisl: “Ora subito i fatti”. Un monito anche della Fiom: “Bisogna tagliare la distanza tra Roma e i lavoratori nelle fabbriche, vogliamo un accordo che garantisca la piena occupazione”

Si è svolto oggi il tavolo automotive presso il Ministero dello Sviluppo Economico presieduto dal Ministro Giancarlo Giorgetti.

“Riteniamo importante il fatto che il tavolo sia stato convocato. Abbiamo proposto un tavolo specifico per costruire le condizioni per un accordo con il Governo e le imprese, in modo che il processo di transizione industriale ed ecologica garantisca l’occupazione in tutta filiera produttiva dell’automotive attraverso l’innovazione ecologica e tecnologica, a partire da Stellantis. Le risorse del PNRR devono servire ad un piano nazionale di politica industriale che raggiunga l’obiettivo di governare la transizione provando a recuperare il ritardo rispetto agli altri Paesi europei” commentano dalla Fiom-Cgil

Argomenta De Palma: “Bisogna tagliare la distanza tra Roma e i lavoratori nelle fabbriche e negli uffici che rischiano il posto di lavoro come alla Denso di Chieti in cui sono stati dichiarati circa 200 esuberi o alla Bosch di Bari stabilimento che produce il diesel. Vogliamo un accordo che garantisca la piena occupazione e no i licenziamenti ed un sostegno al reddito dei lavoratori.  Il futuro della mobilità si costruisce con l’innovazione e l’occupazione” dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil.

LE BORDATE DI ULIANO

Dalla Fim-Cisl si leva la voce di Fernando Uliano che allo stesso modo, anzi, in maniera ancora più caustica, bacchetta il Governo che ancora non mette la quinta ma resta folle. Spiega il segretario nazionale della Fim-Cisl: “Abbiamo invitato il governo a non fare cerimonie. Parecchi tavoli, nei passati governi, hanno rappresentato solo un momento di lancio senza poi avere concretezza effettiva sulle scelte da attuare di politiche industriali. Per noi queste sono fondamentali, per creare le condizioni di compatibilità sociale”, nel processo di trasformazione del settore”.

Quindi, argomenta: “Abbiamo detto al ministro che i tempi a disposizione sono stretti. Sono già in corso dei processi di ristrutturazione all’interno di grandi gruppi industriali, in particolare nella componentistica dell’auto”, ha spiegato Uliano. “Il processo di cambiamento del settore deve essere governato, non solo con politiche di incentivazione, ma bisogna anche condizionare le imprese a trasformare l’industria del nostro Paese verso le nuove motorizzazioni, molti grossi produttori del settore della componentistica dei motori endotermici fanno già prefigurare nel brevissimo periodo esuberi occupazionali”.