Ci vediamo da Mario prima o poi

OPINIONI – Abbruzzese con le sue dimissioni dimostra di essere ancora il vero leader del centrodestra: nella coalizione non ci sono leadership alternative. D’Alessandro? O si allinea, o è isolato. Petrarcone non vuole invece saperne di allargare la squadra e lasciare spazio a Russo, resta incollato alla poltrona. Chi s’accontenta gode, così così!

Mario Abruzzese le sue dimissioni da consigliere comunale le aveva annunciate lunedì 10 giugno del 2019, all’indomani della domenica del voto che videro la netta vittoria di Enzo Salera che divenne sindaco di Cassino. “Non andrò a fare il consigliere – disse – lascerò spazio a Carmine Di Mambro”. La promessa non si avverò. Per due anni Mario Abbruzzese è rimasto nell’Aula consiliare a mantenere il suo scranno.

Con il senno del poi, appare evidente perchè non si è dimesso subito. Aveva intuito che, dopo la sconfitta, si sarebbero incrinati i rapporti con Carlo Maria D’Alessandro e con il movimento dell’ex sindaco, di cui Carmine Di Mambro era ed è uno dei “pilastri”. Intanto Mario Abbruzzese è andato a rinsaldare i rapporti con Rossella Chiusaroli e con quella parte di Forza Italia che gli era ostile. Quando voleva, sapeva che avrebbe potuto ricucire le fratture anche con il gruppo dei “Mario free” facendo un passo indietro e favorendo l’ingresso in Consiglio di Carmine Di Mambro.

LA SORPRESA

Lo ha fatto all’improvviso, aggiungendo l’effetto-sorpresa (che non guasta mai) al regalo, la mattina del 31 maggio protocollando le sue dimissioni. Ora Carmine Di Mambro entrerà in Consiglio comunale ma, soprattutto, Carmine Di Mambro, non avrà più motivi di ostilità nei confronti di Mario Abbruzzese. Tant’è vero che la prima cosa che ha fatto è stato ringraziarlo per il gesto. Ora anche il fronte civico finora anti-Mario, dovrà necessariamente avere un diverso rapporto con Abbruzzese.

TANTO MARIO RIAPRE, PRIMA O POI

Lo sa bene anche Carlo Maria D’Alessandro che infatti è rimasto abbastanza sorpreso dell’accaduto. Ma adesso le alternative sono due: iniziare un rapporto di collaborazione con tutto il centrodestra, compresi i dissidenti che lo mandarono a casa, oppure restare isolato. A convocare i tavoli ci penserà lui, il “dominus” della coalizione, che ha dimostrato ancora una volta che non c’è centrodestra senza Abbruzzese. Insomma, Ci vediamo da Mario, prima o poi, come cantava Ligabue.

LA VISTA LUNGA

L’ex presidente del Consiglio regionale ha giurato che non ci sono contropartite e che il suo è stato un gesto di riconoscenza nei confronti di Carmine Di Mambro. Ma solo uno sciocco riesce a non vedere l’importante significato politico del suo passo indietro: allarga la coalizione, ricuce le fratture, si va ritagliando il ruolo di padre nobile del centrodestra di Cassino. Insomma: una mossa che per il modo e per i tempi e in cui è avvenuta vale quasi più di una vittoria. Si fosse dimesso gli ultimi sei mesi, sarebbe stato un semplice “contentino” e nulla avrebbe ottenuto: se ne va invece ad appena due anni dal voto: ci sono tre anni, da adesso, per costruire le basi del nuovo centrodestra di Cassino.

LA LEZIONE A PEPPINO

Un gesto che vale come una lezione per Giuseppe Golini Petrarcone. Che c’ entra l’ex sindaco? Anche lui siede in Consiglio in quanto candidato sindaco nel seggio che sarebbe appannaggio di un giovane della sua coalizione. In caso di dimissioni di Peppino, entrerebbe infatti in assise Armando Russo, il primo degli eletti di “Io democratico”. Russo, in occasione delle dimissioni di Abbruzzese, ha lanciato un implicito messaggio a Petrarcone e ha detto: “C’è chi lo fa per strategia, chi per motivi di lavoro, chi per far crescere la squadra che ha intorno… Qualunque sia la motivazione, sono poche le persone che si sono dimesse dal Consiglio Comunale di Cassino per far entrare il primo della lista (tra questi ovviamente ricordo il gesto di uno dei più grandi della politica locale, mio padre)! Chapeau Mario, in bocca al lupo al grande Carmine Di Mambro!”.

L’ex sindaco sembra però non avere alcuna intenzione di far crescere la sua squadra facendo un passo indietro a favore di Armando Russo per allargare i confini della coalizione, dare motivazioni e gratificazioni ai “suoi” mentre lui potrebbe ritagliarsi il ruolo di padre nobile, che probabilmente – ci permettiamo di suggerire – vale più dello scranno in assise. Petrarcone preferisce invece mantenere il suo seggio in Consiglio comunale. Chi s’accontenta gode, così così, cantava sempre Ligabue. A meno che anche lui, una bella mattina, all’improvviso…