Marocchinate, chi fa speculazioni senza conoscere la storia

OPINIONI – Fu Maria Maddalena Rossi, donna e militante comunista, a far conoscere il dramma al Parlamento Repubblicano: l’amministrazione cittadina guidata dal sindaco Enzo Salera il 29 settembre 2020 gli ha conferito la Cittadinanza onoraria. La riflessione di Romeo Fionda

di Romeo Fionda*

La polemica politica è sempre dietro l’angolo, anzi molte volte davanti, mi piacerebbe che, almeno una volta, si uscisse da questa “logica” e si provasse a fare insieme un ragionamento, al di là della solita retorica, sulla tragedia che viene ricordata il 18 maggio, in occasione della prima “Giornata Nazionale in memoria delle Vittime delle Marocchinate”.

Tutti dovremmo avere l’obiettività di riconoscere che l’amministrazione cittadina guidata dal sindaco Enzo Salera  il 29 settembre 2020 ha conferito la Cittadinanza onoraria Maria Maddalena Rossi: una donna, e militante comunista, una delle fondatrici dell’UDI, Unione Donne Italiane, eletta nelle liste del PCI, che si trovò, non per caso, nell’Assemblea Costituente. Il conferimento  della cittadinanza è volto a riconoscere l’immenso lavoro politico da lei svolto negli anni del dopo guerra, e  non solo, per i bambini di Cassino.

Fu lei a far conoscere il dramma delle marocchinate al Parlamento Repubblicano. Decise di promuovere un’interpellanza sull’argomento. La fece sottoscrivere ad altri colleghi che aggiunsero la loro firma. Riuscì a imporre un dibattito nelle gelide stanze della politica italiana. Dibattito che molti, quasi tutti gli onorevoli uomini che sedevano sulle comode poltrone, non avevano intenzione d’affrontare.

Il dibattito sulle marocchinate fu inserito nella seduta notturna del 7 aprile 1952.

Maria Maddalena dovette insistere molto per ottenere l’inserimento nell’ordine del giorno della discussione sui crimini di guerra delle truppe al seguito del contingente francese.

L’interpellanza chiedeva ragione del ritardo nella soddisfazione delle 60.000 pratiche di pensione o d’indennizzo presentate dalle donne che subirono violenza dalle truppe marocchine al seguito della V armata.

Vergognosamente, nessun parlamentare che sosteneva il governo De Gasperi appose la propria firma in calce al documento. I firmatari erano tutti dell’opposizione, comunisti e socialisti.

Maria Maddalena Rossi prese parola nella sera romana.

Raccontò con passione e dolore la situazione, elencando vittime e soprusi subiti. Ricordò le 12.000 richieste di giustizia apparse subito dopo la guerra. Narrò di come il numero si impennò sino a 60.000 richieste di risarcimento ancora inevase.

Concluse con le seguenti parole: “Credo piuttosto che ci si debba scandalizzare perché fra noi vi è chi vorrebbe coprire questa piaga, questo delitto orrendo che fu commesso contro donne inermi, contro giovinette”.

La risposta del Governo fu affidata a Tiziano Tessitori, cattolico intransigente e reduce della prima guerra mondiale. Rispose burocraticamente, anche se riconobbe che “il problema suscita reazioni sentimentali vastissime”. Secondo Tessitori le donne che presentarono domande di risarcimento non erano 60.000 ma “solo”20.000. La sconcertante conclusione del suo intervento attestava che “solo 3 donne in tutta la provincia di Frosinone avevano chiesto il ricovero e tutte e tre, alla fine del 1950, vennero riscontare sane. Quindi è accertato ormai, attraverso queste indagini e controlli eseguiti in loco che le vittime dei marocchini non hanno più bisogno di una particolare assistenza sanitaria”.

Questo sono i fatti, sono passati molti decenni da quella tragedia ,e molti non trovano di meglio per avere un minimo di visibilità di speculare e fare insinuazioni, senza conoscere la storia, anche quella più elementare della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopo guerra.

*Attuale commissario del circolo del Pd di Cassino