“Quattro passi in Ciociaria” – Lungo la strada della natura

RUBRICHE – Giulia Zaccardelli ci porta in viaggio lungo la via Marsicana, nelle frazioni dove la civiltà ha un altro significato: è la profonda connessione con una natura benigna, che accoglie, che nutre, che risplende

<strong>Giulia Zaccardelli</strong>
Giulia Zaccardelli

La natura come fonte inesauribile di conoscenza. Che è piacere. Che è conoscenza.

È antica la gioia che si prova ad essere circondati dalle montagne. Arriva da lontano, e lungo lo spazio e il tempo in cui questa gioia si muove, e arriva a noi, si intreccia con le emozioni di chi l’ha già provata, di chi non ha opposto resistenza a questa forma di amore, e si è lasciato scavare profondamente.

Quella di oggi è la storia di una natura che si mostra all’uomo nella sua forma più semplice e spontanea, apparendo lì dove non ce l’aspettiamo. Alterando le coordinate su cui siamo abituati a vivere, e sorprendendoci con una bellezza per cui siamo costretti a trovare uno spazio dentro di noi.

Pescasseroli è circondata da montagne, ma anche da paesini che hanno tanto da raccontare, o da mostrarci. Borghi in cui la natura convive con l’uomo in un rapporto di mutua tolleranza, e di meraviglia, da parte di chi non è abituato a certe apparizioni.

Lungo la via Marsicana incontriamo un piccolo comune, chiamato Gioia Vecchio, frazione della più famosa Gioia dei Marsi. Alle spalle della chiesa che si trova sulla strada, si apre un’immensa vallata, in cui il celeste del cielo arriva a mischiarsi con il bianco delle nuvole all’orizzonte, e le montagne più lontane, dai colori sbiaditi, lasciano il posto a quelle più vicine, dai contorni più definiti, mentre il sole fa brillare la vegetazione nelle sue sfumature di verde e marrone. Il cielo è chiaro, la sua limpidezza si specchia nei colori su cui si affaccia; il rumore delle macchine è lontano. Qui la civiltà ha un altro significato: è la profonda connessione con una natura benigna, che accoglie, che nutre, che risplende.

E che ci sorprende quando ci capita di osservare gli animali che camminano indisturbati per strada: non è infatti raro incontrare qualche volpe, che ci osserva con grandi occhi curiosi, lasciandoci sempre molto affascinati dalla spontaneità con cui la natura si esprime. Una spontaneità che, a volte, può rivelarsi letale per questi animali: il PNALM, infatti, invita tutti a non offrire cibo, che può essere un veleno per gli animali.

E dopo aver visto le volpi, se ci spostiamo verso Villetta Barrea, possiamo incontrare anche i cervi, che passeggiano tranquilli negli spazi verdi ai lati della strada. Riconosciamo i maschi perché hanno i palchi sulla testa, un tessuto osseo ramificato ricoperto di una morbida peluria, chiamata velluto, a differenza delle femmine, che ne sono sprovviste.

E tutte attorno a noi le montagne, da cui scende il sole per tramontare, tingendo il paesaggio di colori caldi, che riempiono.

È la storia di una natura che ci accoglie e con cui convivere, ma che esige rispetto. Una natura che detta le regole. La storia di un modo di vivere distante dal nostro, anche se possiamo trovarlo ad un passo da noi. Dentro di noi, nei solchi scavati dall’amore che lasciamo fluire, e che diventa rispetto, per la natura, e per noi.