Il 25 aprile e il regime spazzato via. Con buona pace dei (post?) fascisti

LA RICORRENZA – Oggi si celebra la festa nazionale della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. A Cassino, nel 2021, una certa destra continua a parlare a vanvera di regime. Festeggiamo anche per loro

Oggi “L’Italia è una donna che balla sui tetti di Roma”, come canta Guccini in Quel giorno d’aprile, il pezzo che il cantautore emiliano dedica alla Festa di Liberazione, ricorrenza nazionale all’insegna dell’antifascismo e della commemorazione della lotta partigiana.

Oggi, 25 aprile, ricorre la Festa della Liberazione d’Italia dal regime fascista.

Il 25 aprile è il mito fondativo della Repubblica italiana. Non è folklore, è memoria. La decisione di scegliere questa data come festa della Liberazione, venne presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio, guidato da Alcide De Gasperi, stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere festa nazionale. La data fu fissata in modo definitivo con la legge numero 269 del maggio 1949.

A differenza del 4 novembre e del 2 giugno, ogni anno, da 76 anni, l’Italia celebra il 25 aprile. Ma negli ultimi anni l’indifferenza da un lato, il revisionismo dall’altro, hanno finito per trasformare questa giornata in un derby tra tifoserie.

No, il fascismo non è un’opinione. E non lo è nemmeno il 25 aprile. Oggi si festeggia la Liberazione dal nazismo e dal fascismo.

Cogliamo l’occasione per ricordarlo anche alla portavoce locale di Fratelli d’Italia del circolo di Cassino, Angela Abbatecola, che nel corso della settimana appena trascorsa, non avendo probabilmente molto di meglio di fare, ha iniziato ad invadere i gruppi social locali della città per mettere alla berlina il sottoscritto e questa testata.

Questo perchè, nelle nostre pagelle di domenica scorsa, ci eravamo permessi di far notare che aver fornito l’assist al sindaco Enzo Salera e all’assessore Luigi Maccaro per ricompattarsi – chiedendo le dimissioni di entrambi sul caso delle due bambine tolte alla zia dagli assistenti sociali del Comune di Cassino – non era stata propriamente una “genialata” , dal punto di vista politico, per il leader di una forza di opposizione.

Avevamo altresì fatto notare, nel merito della vicenda, che il paragone con il “caso Bibbiano” era alquanto forzato, quantomeno da un punto di vista numerico. A queste critiche, però, non abbiamo ricevuto risposte, sul nostro giornale. Più comodamente, Angela Abbatecola, dalla pagina Fb del suo partito post fascista, ha inondato i social con deliri imbarazzanti.

Il post di Angela Abbatecola

Non ci addentriamo in nessuna risposta nel merito. Francamente, non la merita. Ci soffermiamo solo a quanto scritto tra parentesi, la cosa più grave.

Non esiste nessuna penna compiacente, nessuna cuccia e nessun regime. Capiamo, per la sua cultura politica, che Abbatecola abbia una certa nostalgia del regime. Ma in Italia, fortunatamente, è stato spazzato via il 25 aprile di 76 anni fa.

E’ grazie al 25 aprile del 1945 se la portavoce locale di Fratelli d’Italia ha potuto esprimere liberamente le sue opinioni domenica scorsa e, nei giorni seguenti, farlo anche su un altro organo di stampa in risposta al professor Mario Costa che era intervenuto sul nostro giornale (che non è il massimo dell’eleganza e dello stile, soprattutto per chi ha fatto questo mestiere e dovrebbe conoscere alcune regole non scritte). Fossimo stati in presenza di un regime, come nel suo delirio social, non avrebbe potuto farlo: perchè i regimi non contemplano libertà di stampa e voci fuori dal coro. Durante il fascismo non avrebbe avuto questo lusso, per intenderci.

Oggi è dunque una ricorrenza bellissima, comunque la si pensi. Perchè grazie al 25 aprile possono esprimere la loro idea anche quegli altri. Festeggiamo anche per loro!